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Cave, Emilia- Romagna virtuosa: il rapporto 2011 di Legambiente

da sottobosco.info magazine di imformazione ambientalista in ER


di Filippo Piredda
cave ER
rapporto di Legambiente

Cominciamo da un presupposto: di cave e di materiale estrattivo(sabbia, ghiaia, pietre ornamentali, argilla che vanno a formare cemento armato e altri materiali per il settore edilizio) in Italia non si occupa nessuna, né c’è una chiara consapevolezza da parte delle Regioni della rilevanza paesaggistica ed economica del settore.

L’ultima legge risale al Regio Decreto del 1927 che non tiene conto dei danni al paesaggio e al territorio. Il report di Legambiente ci svela le cifre e ci porta alla scoperta di questo mondo non del tutto conosciuto. Purtroppo, occorre aggiungere che ancora in molte Regioni, a cui sono stati trasferiti i poteri in materia nel 1977, si verificano situazioni di grave arretratezza e rilevanti problemi. Al centro-nord almeno il quadro delle regole è completo: i Piani Cava sono periodicamente aggiornati per rispondere alle richieste di una lobby dei cavatori organizzata. Mentre particolarmente preoccupanti sono le situazioni di tutte le regioni del Sud tranne la Puglia e Veneto, Friuli Venezia Giulia e Piemonte, tutte Regioni che non hanno un Piano Cave in vigore.

L’assenza dei piani è particolarmente grave perché in pratica si lascia tutto il potere decisionale in mano a chi concede l’autorizzazione senza alcun riferimento su quanto, dove, come cavare. E se si considera il peso che le Ecomafie hanno nella gestione del ciclo del cemento e nel controllo della aree di estrazione è particolarmente preoccupante una situazione priva di regole.

Clicca qui per leggere tutto l'articolo di Olga Massari

Tags: Ambiente

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