Radio Città Fujiko»Notizie

Caso Uva, il Pm:"Prosciogliere gli agenti dalle accuse"

Il legale della famiglia: "Richiesta che fatichiamo a comprendere"


di Francesco Ditaranto
Categorie: Giustizia
giuseppe-uva.jpg_415368877.jpg

Il Pubblico Ministero Felice Isnardi ha chiesto il proscioglimento del carabiniere e dei sei poliziotti dall'accusa di omicidio preterintenzionale e arresto illegale, nel processo per la morte di Giuseppe Uva. Resta l'accusa di abuso di potere, che, però, non ha relazione con il decesso di Uva.

Ha destato particolare sorpresa la richiesta formulata ieri dal procuratore facente funzione di Varese, Felice Isnardi, che ha chiesto che il carabiniere e i sei poliziotti imputati per la morte di Giuseppe Uva, siano prosciolti dalle accuse di omicidio preterintenzionale e arresto illegale. Resta in piedi, per il pm, soltanto l'accusa di abuso di potere, ma senza relazione con il decesso. Giuseppe Uva, artigiano 43enne, morì nel reparto psichiatrico dell'ospedale di Varese alle 10,30 del 15 giugno 2008. Era arrivato nel nosocomio varesotto alle 5,45, proveniente dalla locale caserma dei carabinieri.

Alberto Biggioggero, un'amico di Giuseppe Uva, che con lo stesso Uva era stato fermato la notte precedente da una gazzella dei carabinieri, raccontò che, una volta portati in caserma e divisi, udì distintamente le urla dell'artigiano che veniva pestato. Biggioggero non rivide più il suo amico.

Particolarmente convulsa è stata la fase delle indagini, conclusasi con una clamorosa imputazione coatta per omicidio preterintenzionale e arresto illegale, ordinata dal Gip di Varese, Giuseppe Battarino, per due carabinieri e sei agenti di polizia, respingendo la richiesta d'archiviazione del sostituto procuratore Agostino Abate. Lo stesso Abate si era visto togliere l'indagine ed era diventato oggetto di un'azione disciplinare da parte del Ministero della Giustizia.

"Francamente facciamo fatica a comprendere il significato (della richiesta di proscioglimento, ndr).Appena quindici giorni fa, lo stesso magistrato, in seguito all'acquisizione della deposizione di Assunta Russo, aveva chiesto la contestazione di un ulteriore capo d'imputazione, lesioni dolose, quindi una sorta di pestaggio avvenuto, questa volta, all'interno dell'ospedale. In ogni caso siamo di fronte a un giudice, la dialettica è regolare e noi, il 30 giugno, faremo quello che dobbiamo fare come parti civili" afferma ai nostri microfoni il legale della famiglia, Fabio Anselmo.

"E' una contraddizione in termini, perchè  se si difende la correttezza dell'operato degli agenti, riguardo all'arresto, del quale non c'è nessun verbale e nessuna traccia, di Giuseppe Uva, non si capisce l'abuso di potere da cosa posso essere derivato. Noi una Corte d'Assise c'è l'abbiamo già per il caso Uva, perchè uno degli imputati, il carabiniere Righetto, ha chiesto il giudizio immediato quindi andrà davati alla corte con tutte le accuse." spiega Anselmo.

"Abbiamo una frizione, un contrasto, tra organo requirente e organo giudicante. Vediamo -conclude il legale- come la risolverà il Gip di turno, visto che finora tutti i giudici che si sono pronunciati sul caso ci hanno dato ragione."


ascolta l'intervista a Fabio Anselmo

Ascolta Online


realizzato da Channelweb srl  /  progetto grafico Eddy Anselmi  /  P. IVA 00954970372

Questo sito web impiega cookie tecnici e di profilazione, proseguendo nella navigazione si acconsente al loro utilizzo close[ informazioni ]