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Caso-Sap, Patrizia Moretti: "La politica cambi la polizia"

La richiesta della mamma di Federico Aldrovandi dopo l'ovazione del Sap per gli assassini del figlio.


di redazione
Categorie: Movimento, Giustizia
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"La solidarietà non basta, la politica deve cambiare anche la polizia". Sono le parole di Patrizia Moretti, mamma di Federico Aldrovandi, che quest'oggi, dopo l'ovazione al congresso del Sap in favore dei 4 agenti che hanno uccisio suo figlio, incontrerà il capo della polizia e il ministro degli Interni. E nasce l'hashtag #noinonapplaudiamo.

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"Chiedo un cambiamento per il futuro, voglio avere fiducia nella polizia, non voglio avere paura di quelli che applaudono persone che uccidono usurpando la divisa". Patrizia Moretti ha parlato quest'oggi, in una conferenza stampa al Senato, dopo gli applausi che il sindacato di polizia ha tributato ieri agli agenti che hanno ucciso suo figlio. La mamma di Federico Aldrovandi non vuole rassegnarsi a vivere in un paese in cui l'incontro con una volante della polizia può suscitare paura, e per questo chiede con forza che sia la politica, dopo le testimonianze di solidarietà, a farsi carico di un processo di necessario cambiamento all'interno delle forze dell'ordine.

"Quello che deve cambiare è l'atteggiamento delle istituzioni a seguito di una condanna per omicidio, per adesso non c'è stata alcuna reazione, e questo è pericoloso". L'appello lanciato da Moretti è quindi una preghiera, rivolta allo Stato, che non può tollerare che casi come quello di Aldrovandi si ripetano ancora: "La questione è più ampia, non riguarda solo Federico ma tantissimi morti e feriti per mano di qualche appartenente alle forze dell'ordine. Il problema riguarda tutti, e su questo non deve rispondere Patrizia Moretti ma lo Stato e le istituzioni".

Tornando alla standing ovation tributata dal Sap agli agenti condannati, Moretti risponde così a chi gli chiede cosa sarebbe cambiato se il nostro ordinamento includesse già il reato di tortura: "se non indossassero più la divisa forse quell'applauso non ci sarebbe stato. Se le nostre leggi contemplassero la tortura quelle persone avrebbero avuto una condanna tale da rientrare nei dispositivi per la destituzione".

A esprimere solidarietà alla mamma di Federico è stato anche il capo della polizia Alessandro Pansa, con il quale è stato fissato un incontro nel pomeriggio di oggi: "io chiederò al capo della polizia di ascoltare la gente, di cercare di fare qualcosa in linea con quello che richiede la società civile, che conosce questi temi".

Infine Nadia Monti, assessore alla Legalità del Comune di Bologna, di cui Patrizia Moretti è cittadina onoraria, ha proposto lo scioglimento del Sap dal suo profilo Facebook. “Ritengo senza mezzi termini vi siano gli estremi giuridici – scrive Monti – perché lo Stato si tuteli, arrivando anche a chiedere lo scioglimento di quello che, con la massima onestà intellettuale, fatico a definire sindacato di polizia”.

Andrea Perolino


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