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Caso Coopservice, bloccata l'Università

Sciopero e picchetti degli attivisti in via Zamboni.


di redazione
Categorie: Movimento
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Dalle prime ore di questa mattina diverse strutture universitarie sono state picchettate. La protesta, sostenuta dal sindacato Cub e dagli attivisti di Hobo, è rivolta contro le condizioni dei lavoratori di Coopservice. Sciopero e picchetti proseguiranno anche nella giornata di domani.

Via Zamboni bloccata, oltre ad altre strutture in via Belmeloro, Filippo Re e via Centrotrecento. Sono rimaste chiuse le portinerie gestite dai lavoratori di Coopservice che hanno aderito allo sciopero, mentre altri ingressi, come quelli di Italianistica e di Lettere e Filosofia, sono stati picchettati da quanti hanno aderito alla protesta. Sindacato Cub, collettivo Hobo, insieme ad attivisti - studenti e precari - solidali, fanno sentire la loro voce contro il salario da fame dei lavoratori universitari, pagati 2,80 euro all'ora da Coopservice.

"Finalmente uno sciopero con dei picchetti e un presidio fin dalle 7.30 di mattina - afferma Loris Narda di Hobo - abbiamo fatto vedere che si può chiudere l'Università di Bologna di fronte a dei contratti vergogna di 2,80 euro all'ora".

Lavoratori e studenti hanno cercato di raggiungere il Rettorato, regolarmente aperto, per avere modo di parlare con il rettore Ivano Dionigi e chiedergli di prendere posizione sulla questione. Dionigi, però, "ha posto condizioni assurde solo per farci salire a parlare - fa sapere Loris -  ha chiesto di far salire solo 5 lavoratori, senza studenti e senza stampa, e solo una volta che fossero rimossi i sigilli. Le sue precondizioni erano la resa della mobilitazione".

Niente confronto con il rettore Dionigi dunque. Motivo che ha spinto gli attivisti e gli aderenti alla protesta a non fermarsi: i picchetti, infatti, proseguono ancora nella giornata di oggi e domani. "Domattina appuntamento di nuovo in via Zamboni 25 alle 7.30 per continuare a picchettare. Finché il rettore non scende a parlare con lavoratori, studenti e precari non ci fermeremo - avverte ancora Loris - Saranno sciopero e picchetti a oltranza".

Andrea Perolino


Ascolta l'intervista a Loris Narda

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