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Case popolari, recuperato un milione e mezzo di evasione

Gli effetti dei controlli incrociati sugli assegnatari degli alloggi Acer.


di redazione
Categorie: Casa
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Dai controlli incrociati di Comune di Bologna e Agenzia delle Entrate sono emerse 42mila dichiarazioni non conformi per la permanenza nelle alloggi Acer. 6mila i procedimenti avviati, mentre la somma recuperata è di un milione e mezzo di euro, che servirà per ristrutturare il patrimonio.

Gli Enti Locali e l’Agenzia delle Entrate procedono con i controlli incrociati delle dichiarazioni reddituali degli inquilini di alloggi pubblici. Il periodo coperta riguarda le dichiarazioni fatte tra il 2007 e il 2010, dalla cui veridicità dipende l’idoneità dei vincitori dei bandi a occupare gli alloggi pubblici. La mancata congruità con le dichiarazioni ISEE comporta l’evasione fiscale, con conseguente recupero dell’indebito percepito e annullamento o decadenza del contratto di locazione.

Sono ben 42000 le dichiarazioni non conformi nel solo comune di Bologna. Dei 6000 procedimenti avviati, 3500 si sono conclusi e 2400 hanno un recupero con interessi pari a un milione cinquecentomila euro.  In provincia, includendo i Comuni aderenti, la somma ammonta a 280mila euro.

Questi fondi però non ricadono nel bilancio. La legge regionale impone che le risorse del canone vengano reinvestite per la gestione e riqualificazione degli appartamenti. Il Comune investirà questi soldi per la riqualificazione energetica a vantaggio degli inquilini per creare, conseguenzialmente, lavoro.

La non conformità delle dichiarazioni non è causata solo dall’occultamento del reddito del lavoro autonomo o di un componente del nucleo familiare, spesso riguarda il possesso di un immobile risultante dall’anagrafe tributaria. L’incrocio delle banche dati costituisce uno strumento di controllo efficace: le dichiarazioni vengono controllate a tappeto e non ci si basa più su delle mere campionature. L’importo più pesante riscontrato da queste analisi è stato di sedicimila euro sull’intero periodo. La somma corrisponde a un conguaglio per la dichiarazione mendace cui segue, come in tutti i casi analoghi, l’avvio di un provvedimento giudiziario e la perdita dell’alloggio.

Grazie a questi controlli, circa duecento famiglie in lista di attesa potranno quindi beneficiare della casa spettante loro di diritto.

Lucia Occhipinti


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Tags: Casa, Finanza

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