Radio Città Fujiko»Notizie

Ca$$apound: dall’inchiesta de L’Espresso alle frontiere orientali

La mappa finanziaria dei movimenti neofascisti europei.


di redazione
Categorie: Politica
PutinFasci.jpg

La recente inchiesta de l’Espresso traccia un filo conduttore sui movimenti finanziari delle organizzazioni neofasciste. Trust, imprese, esercizi commerciali: gli interessi economici disegnano triangolazioni internazionali si riflettono su uno scenario geopolitico ben definito. Ne parliamo con Elia Rosati, storico e ricercatore presso la Statale di Milano.

Dopo i risultati delle elezioni di Ostia e l’aggressione subita dal giornalista di Nemo, le collusioni dell’universo neofascista italiano sono ormai all’ordine delle cronache. Al di là dei singoli episodi, l’esposizione mediatica che CasaPound e Forza Nuova stanno vivendo ultimamente trova il suo zenit nell’inchiesta che i giornalisti Andrea Palladino, Giovanni Tizian e Stefano Vergine hanno di recente pubblicato su L’Espresso.
Non si tratta però, in questo caso, di una vetrina televisiva, bensì della composizione di un quadro di insieme ragionato, che mette ordine tra notizie sfuse sui finanziamenti all’estrema destra italiana, di cui non scopriamo di certo oggi l’esistenza, ma la cui interpretazione può basarsi ora su una chiave di lettura sistematica.

Elia Rosati, ricercatore presso la Statale di Milano e occhio vigile sulla galassia dell’estrema destra europea, ci spiega che “tante di queste informazioni sono spesso trapelate dal giornalismo investigativo di blogger o di giornali di inchiesta stranieri. L’Espresso – continua Rosati – ha messo tutto insieme: ha tracciato un filo conduttore sul progressivo organizzarsi di movimenti che hanno ambizioni politiche e che lavorano sulla propria stabilità economica per provare la scommessa politica”.

Quella delineata da L’Espresso è una rete di finanziamenti ad esercizi commerciali, brand, società, facenti capo ad esponenti dell’estrema destra italiana tramite connessioni internazionali con analoghe realtà francesi, inglesi e, soprattutto, russe. Nonostante il comune background storico facente capo a Terza Posizione, Forza Nuova e CasaPound si sono strutturate in maniera completamente diversa.
Forza Nuova gioca in maniera più corsara e spregiudicata – ci spiega Elia Rosati – investendo in attività differenti spesso difficili da mettere insieme e con qualcuno che ricopre il ruolo di prestanome”.

Invece esistono alti dirigenti di CasaPound che hanno dato vita ad attività imprenditoriali autonome, sganciate dalla politica ma vicine ad un certo immaginario giovanile: Rosati cita, ad esempio, la marca di vestiti Pivert, “che richiama la figura del ribelle urbano, simile a quella che è la narrazione dei militanti di Blocco Studentesco, il cui responsabile nazionale, Francesco Polacchi, figura tra gli ideatori del brand”.

Paradisi offshore da una parte, attività radicate sul territorio dall’altra: in comune, le triangolazioni internazionali dei flussi economici, che spesso partono da est, passando per la Francia, per poi approdare in Italia.
“Si conoscono esponenti dell’estrema destra francese che sono soci di propaggini economiche – continua Rosati – così come si sa che il Front National ha avuto supporti da finanziarie russe per sostenere le proprie campagne elettorali. Tutta l’estrema destra europea è diventata filorussa e modellata sulla politica di Putin, arrivando a mollare dei partner storici quali l’estrema destra ucraina di Svoboda e Pravy Sektor”.

Elia Rosati, che spesso si è interessato di fenomeni relativi al neofascismo d’area tedesca, ci spiega il perché dell’impossibilità di intessere questo tipo di intersezioni con la Germania:
In Germania è tutto più complicato perché le leggi che colpiscono l’estremismo politico (in primis il neofascismo) hanno un meccanismo tale per cui vengono messe fuorilegge le organizzazioni con molta facilità: chiusura delle sedi, impossibilità di usare nome e logo e anche il blocco dei conti bancari”.
Si tratta di un meccanismo repressivo giudiziario che destruttura le organizzazioni prima che i singoli. L’attenzione rivolta dai tribunali ai flussi di denaro rende, dunque, rischioso investire passando per la Germania.

Questo volto del fascismo 2.0 colluso con l’imprenditoria e la finanza internazionale non può sfuggire ad un confronto con i suoi diretti progenitori. “Storia di Ordine Nuovo” è il titolo dell’ultima pubblicazione di Elia Rosati, saggio storico co-scritto con Aldo Giannuli per Mimesis Edizioni, che tratta le vicende di uno dei più significativi movimenti dell’eversione nera durante gli anni di piombo. Secondo Rosati, esistono dei tratti in comune da considerare, però, con le dovute proporzioni storiche: “All’epoca i gruppi del neofascismo europeo si inserirono nella cornice geopolitica della Guerra Fredda per farsi campioni di destabilizzazione e di avanguardia del fronte anticomunista. Seppero accreditarsi sul piano internazionale, ricevendo lauti finanziamenti”.

Oggi, tutto si muove sulle medesime sponde ma ad equilibri invertiti: “La Russia di oggi ha interesse a creare una linea politica tramite il sostegno a partiti e movimenti di estrema destra – conclude Rosati – e ciò fa sì che il fronte geopolitico per i neofascisti sia quello della contrapposizione tra Russia ed Unione Europea, in cui anche piccoli movimenti che possono incidere su piazze e opinione pubblica divengano interessanti nel panorama geopolitico europeo”.

Cristiano Capuano

ASCOLTA L‘INTERVISTA AD ELIA ROSATI:

Ascolta Online


realizzato da Channelweb srl  /  progetto grafico Eddy Anselmi  /  P. IVA 00954970372

Questo sito web impiega cookie tecnici e di profilazione, proseguendo nella navigazione si acconsente al loro utilizzo close[ informazioni ]