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Casa, tra burocrazia e provvedimenti contro i genitori occupanti

Ritardi nella pubblicazione delle graduatorie per gli alloggi popolari.


di Alessandro Canella
Categorie: Casa
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Social Log denuncia che la burocrazia di Erp nell'assegnazione degli alloggi popolari produce una valanga di sfratti di persone che, a pochi passi dall'assegnazione, si vedono buttare per strada. Nel frattempo la Procura dei Minori interviene contro i genitori che portano i figli minorenni nelle occupazioni. La risposta del collettivo: "Annunci strumentali, siamo pronti a far intervenire i legali".

Il drammatico problema degli sfratti provocato dalla burocrazia di Erp per l'assegnazione degli alloggi popolari. È un paradosso che, secondo Social Log, si registra sempre più frequentemente all'interno del caldissimo tema dell'emergenza abitativa.
Il collettivo racconta di ormai numerosi casi di famiglie che, a pochi metri dal traguardo dell'assegnazione di un alloggio popolare, vengono sfrattati e rischiano di finire in mezzo ad una strada proprio a causa della lentezza e dalla stasi che i controlli sul nuovo Isee hanno causato nell'assegnazione delle case Erp. Famiglie nelle posizioni più alte delle graduatorie che, però, non riescono a vivere un passaggio tranquillo tra la soluzione privata e quella pubblica.

Su questo versante, Social Log chiede alle istituzioni anche un gesto di trasparenza: la pubblicazione delle graduatorie, in modo da riuscire a pianificare i tempi e i modi per la transizione delle famiglie in difficoltà. Una richiesta che non sembra essere stata raccolta dall'Amministrazione.
Il problema sta nel cortocircuito che rischia di generarsi che, oltre al danno dello sfratto con sgombero, comporterebbe la perdita dei diritti acquisiti e del punteggio in graduatoria.
"Se venisse pubblicata la graduatoria - osserva Fulvio di Social Log - si potrebbe tentare di far posticipare lo sfratto all'ufficiale giudiziario".

Intanto, sul versante delle occupazioni, Procura e Tribunale dei Minori entrano a gamba tesa sul tema della presenza di minori. Dopo l'occupazione-lampo delle ex Poste di via Agucchi, già il sindaco Virginio Merola e l'assessore Amelia Frascaroli avevano accusato gli occupanti di "strumentalizzare i bambini". Ora si punta a interventi repressivi, come una prescrizione indirizzata ai genitori. Qualora non dovesse essere rispettata, la Procura dei Minori minaccia anche di togliere la potestà genitoriale.

Un'inversione strumentale delle responsabilità, secondo l'attivista, per il quale in via Agucchi i bambini erano presenti perché era un giorno festivo e non potevano andare a scuola e si sono rifugiati sul tetto per proteggersi dall'arrivo di corsa degli agenti in tenuta antisommossa.
"Ci si ricorda dei bambini solo in questo caso - osserva Fulvio - ma invito tutti ad andare a farsi un giro nella periferia della città per vedere in che condizioni vivono i bambini. Noi da due anni abbiamo lanciato una campagna per il diritto all'infanzia, che ha portato più di 200 bambini di avere un tetto e di stare al caldo".

Al momento non si hanno notizie su quanti provvedimenti di prescrizione siano stati decisi dalla Procura dei Minori, ma il collettivo fa sapere che, nel caso in cui dagli annunci si passasse ai fatti, è pronto a far intervenire i propri legali.


Ascolta l'intervista a Fulvio

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