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Casa, Social Log in Regione incontra l'assessore Gualmini

Occupanti ed attivisti in viale Aldo Moro per chiedere un impegno sulle politiche abitative.


di Alessandro Canella
Categorie: Movimento, Casa
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Il presidio di Social Log in Regione

Attivisti ed occupanti di Social Log hanno dato vita ad un presidio sotto la Regione per rilanciare la questione abitativa. L'assessore al Welfare Gualmini li ha incontrati, aprendo sullo stop all'articolo 5 del Piano Casa, ma puntando il dito contro le occupazioni: "Non si può trattare chi occupa come le famiglie in regola". La risposta: "Se continua così non ci sarà più il problema".

È un bilancio fatto di luci e ombre quello che Social Log fa dell'incontro con l'assessore regionale al Welfare Elisabetta Gualmini. Questa mattina, il collettivo ha dato vita ad un presidio sotto viale Aldo Moro per portare il tema dell'emergenza abitativa anche in Regione.
Se da un lato gli attivisti per la casa hanno ottenuto un risultato importante, la contrarietà della Regione all'articolo 5 del Piano Casa, quello che impone di staccare le utenze (acqua compresa) a chi occupa un edificio, dall'altro c'è delusione per le risposte ricevute in tema di edilizia popolare e investimenti.

"L'acqua non si nega a nessuno", ha affermato la Gualmini, ricordando che è un diritto umano fondamentale. Altra opinione, invece, sul tema della legalità per ciò che concerne le occupazioni. "Non possiamo accettare che le occupazioni illegali siano trattate allo stesso modo delle numerosissime famiglie che annaspano per stare nelle regole, faticano per pagare le tasse e vivono proprio per questo sulla soglia della povertà- ha affermato Gualmini - Dobbiamo sempre avere in mente il massimo dell'equità possibile".

Una posizione che non piace a Social Log, che ribalta il ragionamento. "Questo tipo di legalità - afferma Fulvio di Social Log ai nostri microfoni - ha prodotto situazioni di disperazione. Non ultimo il nuovo calcolo dell'Isee, che impone a molte famiglie scelte dolorose, se mandare il proprio figlio all'università o restare nelle graduatorie per l'accesso agli alloggi popolari".
Per Social Log non ha quindi senso mettere la questione in termini di guerra fra poveri. Anche perché, se la situazione continua ad essere quella che emerge dai racconti allo sportello del collettivo, fra poco "saremo tutti sulla stessa barca".

"Dare la casa a tutti non è oggettivamente possibile. Lo sarebbe in un mondo ideale", ha detto oggi l'assessore al Welfare. La Regione, in effetti, pare aver impostato le proprie politiche abitative nella direzione del social housing.
Un orizzonte che, per Social Log, taglia fuori un'ampia fetta della popolazione, che a causa della disoccupazione o dei debiti accumulati, non avrebbe la soglia minima di reddito per partecipare a provvedimenti di questo tipo.
E se viale Aldo Moro sostiene di non avere risorse sufficienti ad avviare un piano di edilizia popolare, Social Log controbatte che i soldi ci sono, ma vanno ridefinite le priorità. No a grandi eventi come Expo o a grandi opere, che vedono un impegno economico consistente della Regione (basti pensare che è stato staccato da poco un assegno da 20 milioni di euro per sbloccare il People Mover).


Ascolta l'intervista a Fulvio

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