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Casa, la stagione del "sgomberiamo tutto"

Entra in azione a Milano il piano di sgomberi voluto da Regione e Prefettura.


di Alessandro Canella
Categorie: Movimento, Casa
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Tensione altissima e scontri a Milano per l'inizio dell'operazione voluta da Regione, Prefettura e Aler contro le occupazioni abitative. Ieri sgomberato un appartamento dove viveva una famiglia con un figlio disabile, oggi altri sgomberi con cariche della polizia e lacrimogeni vicino ad un mercato rionale. A Bologna come a Milano i sindaci di centrosinistra plaudono, ma sotto le Due Torri viene "legalizzata" l'occupazione di via De Maria.

L'autunno del 2014 potrebbe essere ricordato come una riedizione della stagione dei "sindaci sceriffo" che abbiamo vissuto ad inizio di millennio. La differenza, però, è che oggi c'è una crisi economica che rende la situazione sociale esplosiva.
Dopo la campagna mediatica del Corriere della Sera ed altre testate su quello che sarebbe una sorta di racket delle occupazioni abitative, il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, insieme a Prefettura di Milano e Aler, l'azienda che gestisce il patrimonio di edilizia residenziale pubblica, ha preparato un piano di sgomberi di tutte le realtà occupate.

Il piano è entrato formalmente in vigore oggi, anche se ieri abbiamo visto un'anteprima, con lo sgombero di una famiglia con due figli, uno dei quali disabili, e scontri tra attivisti e polizia, che ha fatto uso di lacrimogeni.
Questa mattina, invece, le forze dell'ordine sono intervenute in zona Corvetto, sempre a Milano, con lo sgombero degli spazi occupati “Corvaccio” e “Rosa Nera“. La polizia ha fatto irruzione negli stabili, sparando lacrimogeni dentro le abitazioni degli spazi sociali. Alcuni degli occupanti sono saliti sui tetti mentre fuori si è formato un presidio numeroso di solidali. "Abbiamo subito una violenta carica - racconta ai nostri microfoni Rocco del comitato di lotta casa e territorio Ticinese - E i lacrimogeni sparati dalla polizia sono finiti vicino ad un mercato rionale, dove molta gente stava facendo la spesa".

"Il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia - spiega Rocco - non può essere annoverato tra le voci discordanti su questa operazione. Nonostante quando si insediò disse che avrebbe avuto una particolare attenzione al sociale, in questi anni non abbiamo visto alcuna alternativa alla repressione e agli sgomberi".
In particolare, i comitati per la casa chiedono da tempo il blocco degli sfratti per fronteggiare la crescente emergenza abitativa, ma "l'unica cosa che è stata fatta - osserva l'attivista - in seguito alle ruberie della dirigenza Aler, è stata la spartizione tra Comune e Regione della gestione del patrimonio residenziale pubblico".

Una linea, quella adottata in Lombardia, che trova molte analogie con quella adottata dal sindaco di Bologna Virginio Merola, che a più riprese ha manifestato a chiare lettere la volontà di sgomberare tutte le occupazioni abitative presenti in città. Le argomentazioni utilizzate, sotto le Due Torri o all'ombra del Duomo meneghino, richiamano sempre il concetto di "legalità", senza tener conto però della miseria crescente in Italia e dello scandalo degli alloggi, pubblici e privati, tenuti vuoti.

A testimonianza, però, che il problema sociale della casa esiste, il Comune di Bologna ha svolto una mediazione con il proprietario dell'immobile di via Mario De Maria, occupato a marzo scorso su iniziativa di Social Log. L'accordo prevede l'azzeramento dell’Imu e un mini affitto di 100 euro ad appartamento per il proprietario, in cambio della possibilità dell'usufrutto degli appartamenti per un anno. In questo modo il Comune non si troverà a dover gestire 32 famiglie in mezzo ad una strada.


Ascolta l'intervista a Rocco

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