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Casa, Frascaroli: "Soluzione possibile prima degli sgomberi"

L'intervista all'assessore al Welfare dopo i recenti fatti che hanno interessato le occupazioni abitative.


di Alessandro Canella
Categorie: Casa
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L'occupazione dell'ex Telecom - Foto: Social Log

L'assessore al Welfare spera che si riesca a trovare una soluzione prima che arrivino gli sgomberi delle occupazioni abitative. Il Comune sta tentando strade nuove e inedite per affrontare il problema, aggravato dall'arrivo di profughi. Delusione per la risposta all'appello sugli stabili vuoti: "Nessuno ha alzato la mano, non è etico". Mentre le nuove regole regionali sull'accesso alle case popolari vengono bocciate: "Ricadute forti, c'è discriminazione".

È ottimista Amelia Frascaroli sulla possibilità di trovare una soluzione che scongiuri l'uso della forza per le occupazioni abitative di via De Maria e dell'ex Telecom in via Fioravanti. Commentando ai microfoni di Radio Città Fujiko i fatti degli ultimi giorni - quando la digos ha tentato di porre sotto sequestro gli stabili, come autorizzato dal Tribunale del Riesame, venendo però respinta dagli occupanti - l'assessore comunale al Welfare afferma che gli assistenti sociali e il suo assessorato stanno lavorando lavorando per trovare una soluzione, almeno per le situazioni più delicate di fragilità abitativa.

Nelle due occupazioni promosse da Social Log è numerosa la presenza di minori, per i quali è necessario predisporre percorsi di protezione. Di conseguenza anche le autorità giudiziarie e le forze dell'ordine dovrebbero muoversi con cautela e tutelare almeno i più piccoli, prima di pensare ad interventi che prevedano l'uso della forza.
Due giorni fa da Social Log era arrivato un appello: "Non si usino i manganelli per affrontare il problema della casa". Una posizione che sembra trovare d'accordo Frascaroli.

In particolare, l'assessore al Welfare spera ancora di vincere la burocrazia e riuscire a portare a casa un accordo sullo stabile di via De Maria, che introduca una novità assoluta nella gestione del fenomeno, con una formula sperimentale che al tempo stesso garantisca protezione alle persone che hanno bisogno di un tetto, chiamandole ad una piccola compartecipazione, e tuteli i proprietari.
Recentemente nello stabile di via De Maria è stata anche riallacciata l'acqua, precedentemente tagliata per effetto dell'articolo 5 del Piano Casa del governo Renzi. Un'ordinanza del sindaco per prevenire rischi sanitari e tutelare un diritto umano fondamentale, che però ha sollevato le proteste della destra.

Frascaroli, però, non nasconde la sua delusione per la risposta ottenuta all'appello lanciato da Palazzo D'Accursio ai proprietari, pubblici o privati, di immobili vuoti da mettere a disposizione per fronteggiare l'emergenza abitativa. "Nessuno ha alzato la mano, nessuno ha risposto all'appello".
Per l'assessore, avere immobili vuoti e non metterli a disposizione, specialmente in un momento come questo è "una cosa eticamente non bella, specie se si tratta di proprietà pubbliche, quindi di beni comuni".
L'adesione al protocollo con Comune e Prefettura, per Frascaroli, darebbe garanzie ai proprietari stessi, che vedrebbero scongiurato il rischio di occupazioni, avrebbero dei vantaggi fiscali e si vedrebbero anche lo stabile restituito dopo qualche tempo addirittura in condizioni migliori, grazie alla manutenzione.

L'assessore al Welfare, inoltre, ammette che è faticoso lavorare su questo tema, anche per il fatto che l'arrivo di profughi in città non consente di trovare ulteriori sistemazioni temporanee per fronteggiare emergenze abitative di altro tipo. È necessario quindi tentare di aprire nuove strade e inventarsi nuove soluzioni.

Frascaroli, infine, boccia le nuove regole per l'accesso alle case popolari decise dalla Regione Emilia Romagna, che stabilisce una precedenza a chi risiede nel territorio da almeno tre anni. "Spero che ci sia ancora spazio per discutere e rivedere quella norma - conclude l'assessore - Anche se il tema è di competenza del mio collega di giunta Riccardo Malagoli, non è possibile scindere le politiche abitative da quelle sociali e un provvedimento del genere avrebbe ricadute forti. Inoltre non tiene conto della mobilità che riguarda tutti, italiani e stranieri, giovani che si spostano per lavoro, eccetera. Infine, come l'osservatorio nazionale ha fatto notare, causa una discriminazione nemmeno troppo mascherata".


Ascolta l'estratto dell'intervista ad Amelia Frascaroli

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