Occupanti di case, famiglie sfrattate, rifugiati e cittadini indignati hanno occupato il cortile di Palazzo D’Accursio per chiedere che vengano riallacciate le utenze (acqua, luce e gas) staccate per effetto dell’articolo 5 del Decreto Lupi. “Staremo qui ad oltranza”. Tensioni con l’Amministrazione: “Minacciano di manganellarci”.

Asia Usb, insieme ad occupanti di case, famiglie sfrattate, rifugiati e cittadini indignati, ha occupato quest’oggi il cortile di Palazzo D’Accursio istituendovi un presidio permanente che, nelle intenzioni degli attivisti, non verrà rimosso fino a quando le utenze (luce, acqua e gas) non verranno riallacciate alle occupazioni di via Toscana (ex scuole Ferrari) ed al Centro di Accoglienza Autogestito “Lampedusa” (ex clinica Beretta di via XXI aprile). Le utenze sono state staccate per effetto dell’articolo 5 del Decreto Lupi, conosciuto anche come Piano Casa.

“Con questo gesto intendiamo lanciare un segnale forte all’Amministrazione comunale – scrive Asia su Facebook – che riteniamo direttamente responsabile del malessere di migliaia di persone nella nostra città”.
Sono circa 120 le persone private di luce e acqua, un disagio che, con l’approssimarsi dell’inverno rende la situazione insostenibile.
“Il sindaco Merola e la sua giunta – accusa il sindacato di base – giacciono inerti inventandosi risposte ridicole e fumose. Arroccati dietro un legalitarismo insensato, dietro una falsa sensibilità continuano, mostrandosi sempre più inadeguati ad amministrare una città che soffre, ad attuare il piano criminale che un governo di estrema destra ha disegnato per il nostro Paese”.
Per Asia, infine, le occupazioni abitative, muovendo da uno stato di evidente necessità, non possono essere considerate illegali almeno finchè altre soluzioni non vengono messe in campo.

Nel corso del pomeriggio Asia Usb ha chiamato a raccolta altri attivisti e cittadini, denunciando minacce di sgombero forzato e manganellate che avrebbe ricevuto da parte dell’organizzazione comunale.