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Casa, blitz di Adl Cobas all'Istituto Cavazza

Gli attivisti del sindacato per la casa irrompono nella sede di via Castiglione.


di Alessandro Canella
Categorie: Casa
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L'irruzione degli attivisti di Adl Cobas

Gli attivisti di Adl Cobas hanno fatto irruzione nell'Istituto per ciechi "Francesco Cavazza" di via Castiglione per tentare di aprire un tavolo di trattativa dopo l'annuncio del sequestro dell'immobile occupato di via Solferino. "Quando occupammo ci dissero che capivano la situazione e non avrebbero chiesto lo sgombero".

Dopo aver letto sulla stampa locale che lo stabile occupato in via Solferino 42 è oggetto di un provvedimento di sequestro, gli attivisti di Adl Cobas hanno fatto irruzione questa mattina nella sede dell'Istituto per ciechi "Francesco Cavazza", in via Castiglione, per tentare una trattativa.
La proprietà dell'immobile di via Solferino è proprio l'Istituto che, secondo quando affermato da Cecilia di Adl Cobas, al momento dell'occupazione aveva diffuso un comunicato stampa in cui diceva di comprendere la situazione e che non avrebbe richiesto lo sgombero.

"Alla proprietà vogliamo anche presentare il nostro progetto su quello stabile - continua Cecilia - visto che, oltre alle 35 persone che vi risiedono, alcune provenienti dagli sgomberi di 'Villa Adelante' e 'Oxi', via Solferino sta diventando anche un punto d'incontro per il quartiere, con un primo cineforum previsto per domani ed altre attività".
Al momento la dirigenza dell'Istituto avrebbe rifiutato di incontrare gli attivisti, confermando una chiusura iniziata nell'aprile scorso, quando gli scambi telematici e telefonici si interruppero.


Ascolta l'intervista a Cecilia

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