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Casa, 7 picchetti e il proprietario firma il protocollo antisfratti

Social Log: solo un settimo degli sfrattati ha avuto accesso al fondo per la morosità incolpevole.


di Andrea Perolino
Categorie: Movimento, Casa
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(Foto: Social Log)

La storia a lieto fine di Mourjane e della sua famiglia: dopo due anni di resistenza e sette picchetti il proprietario di casa si è convinto a firmare il protocollo antisfratti sulla morosità incolpevole. Lo rende noto il collettivo per il diritto all'abitare Social Log: "senza lotta non c'è soluzione al problema abitativo". E lancia un nuovo corteo per sabato 19 dicembre.

La resistenza (alla lunga) paga: si potrebbe riassumere così la vicenda di Mourjane e della sua famiglia, che si inserisce all'interno della drammatica emergenza abitativa a Bologna. Dopo due anni segnati da ben sette picchetti antisfratto, con il supporto di Social Log e del Comitato Inquilini Resistenti, un padrone di casa ha firmato il protocollo antisfratti sulla morosità incolpevole. Ritirata l'ingiunzione di sfratto, Mourjane e sua moglie Leila, insieme a tre figle piccole, possono tirare un sospiro di sollievo. "Grazie alla tenacia dei picchetti resistenti è arrivata la buona notizia - esulta Fulvio del collettivo Social Log - il padrone di casa ha ceduto e ha firmato il protocollo d'intesa sulla morosità incolpevole". Mourjane, operaio e ora disoccupato, prò restare dentro casa e attendere con più tranquillità le graduatorie per accedere alle case popolari.

"È una giornata che dimostra che a Bologna la soluzione per il problema abitativo senza resistenza e senza lotta è soltanto retorica", commenta Fulvio dai nostri microfoni. Nei fatti si tratta di un caso più unico che raro, e del resto le cifre parlano chiaro: "neanche un settimo degli sfrattati ha avuto la possibilità di accedere al fondo per la morosità incolpevole - fa sapere l'attivista - i padroni di casa preferiscono andare avanti con la pratica degli sfratti e non firmare questo protocollo siglato da Comune e prefettura. Nella nostra lunga storia di picchetti resistenti questa è la prima volta che riusciamo ad attivare questo fondo". Quei pochi strumenti esistenti per far fronte alla piaga degli sfratti, che nella nostra città hanno raggiunto quota 1500 nel 2015, si dimostrano nella realtà ben poco efficaci.

"Vogliamo ricordare alla città di stare attenti quando si giudica la lotta per la casa, anche di fronte a gesti forti come le occupazioni abitative - sottolinea Fulvio - gli uomini e le donne che oggi vanno ad occupare quelle strutture, abbandonate da anni, sono gli sfrattati di ieri. Teniamo presente che dei 1500 di Bologna soltanto un settimo ha avuto accesso a questi strumenti di tutela. Gli altri continuano a resistere agli sfratti oppure sono quelli che abbiamo visto essere sbattuti in strada in via Agucchi".

Intanto il collettivo si prepara a portare in città un nuovo corteo per il diritto all'abitare. L'appuntamento è per sabato 19 dicembre alle 15 in Piazza dell'Unità. Le parole d'ordine, ancora una volta, sono stop a sfratti e sgomberi e abolizione dell'articolo 5 del Piano Casa.


Ascolta l'intervista a Fulvio

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