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Caro mense, i genitori tornano a farsi sentire

Con il nuovo bando di gara si deciderà il futuro della refezione scolastica per i prossimi 10 anni.


di Andrea Perolino
Categorie: Società
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Dopo lo "sciopero del panino" del 21 novembre, segnato da un'altissima adesione, i genitori dell'Osservatorio Mense di Bologna continuano ad incalzare l'amministrazione comunale sul servizio di refezione scolastica. Tema caldo rimane quello delle tariffe, così come quello degli utili di Seribo. Entro gennaio si decide la partita del nuovo bando di gara che assegnerà il servizio per i prossimi 10 anni.

Tempi stretti per la definizione del nuovo bando di gara che assegnerà il servizio di refezione scolastica per i prossimi 10 anni. Dallo scorso 21 novembre, data del secondo sciopero del pasto messo in campo dai genitori per manifestare il proprio scontento sul servizio, non sono mancate le occasioni di incontro tra l'Amministrazione comunale e l'Osservatorio Mense di Bologna. Sul tavolo proprio la questione del futuro bando, e in particolare le linee guida che esso dovrà seguire. Dal canto loro i genitori hanno le idee molto chiare: dal rispetto della legge regionale che impone una percentuale di prodotti biologici del 100% alla completa eliminazione della plastica, dalla totale trasparenza e accesso alle schede tecniche degli alimenti all'applicazione della clausola di salvaguardia, oltre agli aspetti economici come il conguaglio delle tariffe e il limite agli utili di Seribo.

La posizione dell'Osservatorio è dunque chiara: l’utile 2013 deve uscire da Seribo ed essere accantonato in un separato fondo vincolato alla costruzione dei centri pasto presso il Comune di Bologna o presso un fondo/ente terzo garante. Inoltre, la quota del socio privato deve essere ceduta al valore simbolico di 1 € al Comune di Bologna. Dai dati in possesso dei genitori, sono 5,6 milioni gli utili che i soci privati di Seribo hanno incassato in questi anni in cui la società partecipata Seribo ha gestito la refezione scolastica a Bologna. A fronte di questa cifra i genitori non hanno visto fare investimenti su strutture (nuovi centri pasti e ammodernamento macchinari) e qualità (biologico e menù migliori) pagando al tempo stesso tariffe tra le più alte d’Italia.

E proprio la questione delle tariffe ha portato alcuni genitori a manifestare nuovamente il proprio sconcerto: come riporta Repubblica, con l'arrivo dei bollettini di settembre i genitori si sono trovati a fare i conti con prezzi che sfiorano i 9 euro a pasto. "Inviterei tutti i genitori a chiedere spiegazioni dettagliate al proprio quartiere, perché se hanno riscontrato delle anomalie devono avere una risposta chiara - spiega ai nostri microfoni Sebastiano Moruzzi dell'Osservatorio - Noi abbiamo sempre detto che le tariffe applicate dal Comune sono troppo alte, ci sono costi che andrebbero scorporati da quello che viene fatto pagare ai genitori e in più il costo che Seribo fa pagare al Comune è più alto rispetto alla media nazionale. È una questione che abbiamo posto da diverso tempo e che non ha ancora trovato risposta".


Ascolta l'intervista a Sebastiano Moruzzi
Tags: Scuola, Mensa

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