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Carcere, veicoli fermi: non ci sono i soldi per il tagliando

Veicoli fermi alla Dozza


di Alessandro Canella
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Il sindacato di polizia penitenziaria denuncia l'ennesimo problema al carcere della Dozza. Oltre al sovraffollamento di detenuti e la carenza di agenti, ora mancano anche i soldi per la manutenzione dei veicoli.

Ancora problemi per il carcere bolognese della Dozza. Il sovraffollamento e la mancanza di risorse sembrano diventare un problema cronico. E ora si aggrava. È la denuncia lanciata dal Sappe, il sindacato di polizia penitenziaria, che ieri ha lamentato problemi anche per gli autoveicoli per il trasporto dei detenuti.

"Alla Dozza i furgoni restano in garage con fanali rotti, gomme bucate e senza possibilità di revisione o tagliando", denuncia Giovanni Battista Durante, referente regionale del sindacato. "Spesso gli agenti di polizia penitenziaria devono pagare di tasca propria i trasferimenti dei detenuti e i soldi vengono risarciti solo alla fine dell'anno".

Una situazione contro la quale il personale non può protestare, dal momento che per gli organi di polizia non è previsto il diritto di sciopero. "Faremo uno sciopero bianco - annuncia Durante - attenendoci rigidamente al regolamento. Non è possibile che gli agenti facciano 40 o 50 ore di straordinario al mese e gliene vengano riconosciute solo 10".
Il sindacalista, inoltre, quantifica il problema. Nel carcere bolognese è stata superata la capienza per oltre 700 unità, sul piano nazionale si eccede di 25mila unità. 6500, invece, gli agenti in meno.

Per non parlare poi dell'impossibilità di attivare iniziative di rieducazione e reinserimento. "Solo il 10% dei detenuti lavora. Non ci sono educatori e anche quei detenuti che potrebbero andare in comunità non escono dal carcere perché non ci sono nè strutture nè fondi". Infine Durante lancia un appello agli Enti Locali, Comune e Regione in primis: "Contribuiscano in qualche maniera, partecipino attivamente all'opera di reinserimento, offrendo strutture esterne e lavoro ai detenuti".


Ascolta l'intervista di Annalisa Di Sabatino a Giovanni Battista Durante

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