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Carcere Minorile del Pratello, Laganà: "Non è idoneo, va trasferito"

La garante dei detenuti di Bologna torna a chiedere il trasferimento dell'istituto minorile.


di Alessandro Canella
Categorie: Movimento
Pratello
Carcere minorile in via del Pratello

Per la garante dei detenuti del Comune di Bologna i soldi spesi senza significativi miglioramenti dell'Istituto Penitenziario Minorile di via del Pratello sono la prova che la struttura è inadatta e andrebbe trasferita. "Celle simili o peggiori di quelle degli adulti, con continue infiltrazioni e l'area cortiliva non è pienamente utilizzabile".

Risse, accoltellamenti, aggressioni. Ma anche sovraffollamento, infiltrazioni nelle celle ed un'area all'aperto che non è ancora pienamente utilizzabile. La situazione al carcere minorile del Pratello continua ad essere difficile e a testimoniarlo è Elisabetta Laganà, Garante per i Diritti delle persone private della Libertà personale del Comune di Bologna, che ha recentemente visitato la struttura in due occasioni, il 9 e il 21 ottobre.
Per Laganà, il problema non è tanto l'effetto del DL92, che porta nell'istituto anche detenuti under 25 che abbiano compiuto il reato da minorenni (mentre prima il limite era 21 anni), quanto la cronica inadeguatezza delle strutture.

"A chi sostiene che, dati i soldi spesi per il miglioramento della struttura, è preferibile non trasferire l’Istituto - afferma Laganà - ritengo che la risposta migliore sia verificare di persona lo stato della struttura dopo innumerevoli anni di lavori e cantieri aperti". La garante del Comune di Bologna si chiede dunque come mai le alte cifre spese negli anni per la ristrutturazione non siano servite a rendere idonea la struttura e torna ad insistere sul suo trasferimento.
"L'anno scorso l'allora ministro della Giustizia Cancellieri aveva aperto a questa ipotesi - ricorda Laganà - ma poi non se ne è saputo più nulla".

I problemi strutturali evidenziati sono diversi. Da un lato non sono ancora risolti i problemi generati dalla nevicata del 2011, con celle che presentano continue infiltrazioni. Celle che, per la garante, sono troppo simili a quelle degli adulti, se non addirittura peggiori, quindi non adatte ad ospitare giovani detenuti.
In alcune occasioni, poi, si registra il sovraffollamento della struttura, come nel caso dell'ispezione del 21 ottobre, quando Laganà ha trovato 3 detenuti in più del numero consentito.

Leggermente migliore è la situazione dell'area cortiliva esterna, dove i materiali della ristrutturazione sono stati in parte rimossi. Resta però il fatto che l'unico luogo esterno dove i ragazzi possono stare è un campetto da calcio sintetico, che provoca anche numerose slogature. "Nella visita effettuata in luglio - racconta Laganà - il direttore Paggiarino ha confermato l’assegnazione di fondi ministeriali per il rifacimento dell’area verde esterna, ma non vi era ancora una data definita di inizio lavori".

Quanto alla convivenza tra giovani di fasce di età anche molto diverse, Laganà osserva che la detenzione, per sua natura, genera dei problemi. I progetti relativi a sezioni per giovani adulti, di cui si discute da anni, sembrano finiti nel nulla. Rispondendo ai critici del DL92, la garante sottolinea come anche per i giovani adulti sia traumatico passare dal Pratello alla Dozza, come hanno testimoniato alcuni ragazzi che lei ha seguito.
Molto meglio, quindi, trasferire l'istituto altrove, in un luogo in cui la riabilitazione dei ragazzi reclusi sia resa possibile da strutture idonee.


Ascolta l'intervista ad Elisabetta Laganà

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