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Caporalato, Ncd cerca di boicottare la legge col Milleproroghe

Gli emendamenti di alcuni senatori cercano di smontare uno dei pilastri della legge.


di redazione
Categorie: Lavoro, Giustizia
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I senatori dell'Ncd hanno inserito nel decreto Milleproroghe un emendamento per far slittare l'applicazione del modello Uniemens, uno dei pilastri della legge contro il caporalato, da gennaio 2018 a luglio 2019. Per la Flai Cgil dell'Emilia Romagna è un modo per boicottare l'efficacia della norma. Gli agricoltori dovrebbero comunicare giornate di lavoro dei dipendenti e contributi versati ogni mese invece che ogni 4, in questo modo i controlli anti-caporalato sarebbero più efficaci.

Se è troppo clamoroso votare contro pubblicamente, meglio farlo in sordina, all'interno di un decreto che contiene tutto e il suo contrario. Così magari, nel mucchio, la notizia fa meno baccano.
La Flai Cgil dell'Emilia Romagna denuncia che alcuni senatori dell'Ncd stanno tentando di disarmare la giovane legge contro il caporalato, approvata lo scorso 18 ottobre con 336 voti favorevoli, nessun contrario, e 25 astenuti (Forza Italia e Lega). Per farlo, hanno presentato un emendamento all'interno del decreto Milleproroghe, discusso in questi giorni in Parlamento, che fa slittare l'applicazione di uno dei pilastri della legge.

"La legge impone alle imprese agricole di compilare mensilmente il modello Uniemens - spiega ai nostri microfoni Umberto Franciosi, segretario regionale della Flai Cgil - un modello in uso in tutte le aziende con il quale vengono comunicate le giornate lavorate e i contributi versati per i dipendenti". Attualmente la regola in agricoltura impone scadenze più blande, ogni 4 mesi, e questo rallenta ed ostacola l'efficacia dei controlli di Inps, Inail e Ispettorato del Lavoro. Ed è fra queste maglie, osserva il sindacalista, che si insinua il caporalato e l'intermediazione illegale nel lavoro agricolo.

La legge dà un altro anno di tempo alle imprese agricole per adeguarsi alla nuova incombenza. La dead line per mettersi in regola, infatti, è stata fissata a gennaio 2018. I senatori dell'Ncd, invece, vorrebbero posticipare di un ulteriore anno e mezzo l'entrata in vigore della norma, spostandola quindi al luglio 2019.
Uno slittamento che, per Franciosi, non è giustificato e che può rappresentare un vero e proprio tentativo di boicottare uno dei pilastri fondamentali della legge.
"Non è mistero - sottolinea il segretario della Flai - che le associazioni agricole, in particolare Confagricoltura, abbiano fatto di tutto per ostacolare la norma".


Ascolta l'intervista ad Umberto Franciosi

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