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Cannabis Light, quello del Consiglio Superiore di Sanità non è uno stop

L'organismo si appella al principio di precauzione e invita a bloccare la vendita.


di Alessandro Canella
Categorie: Ambiente, Movimento
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Dopo il recente via libera alla vendita, la cannabis light, la marijuana a bassissimo contenuto di thc, incontra la pronuncia del Consiglio Superiore di Sanità che si appella al "principio di precauzione" e ipotizza una possibile pericolosità per alcuni soggetti. L'ideatore Luca Marola: "Non è uno stop, il Css dice quanto affermiamo noi: servono regole".

Mentre il Canada è il secondo Paese al mondo a legalizzare la cannabis anche per uso ludico e mentre la sperimentazione riguarda ormai tanti Paesi del globo, in Italia il Consiglio Superiore di Sanità (Css) si esprime sulla cannabis light, la marijuana a bassissima concentrazione di thc (inferiore allo 0,2%), che recentemente ha ottenuto l'autorizzazione alla commercializzazione da parte del Ministero.
Sarà quest'ultimo - che ora è di diverso colore politico - a dover dire l'ultima parola e decidere se tener conto o meno delle osservazioni del Css ed eventualmente bloccare la vendita.

Appellandosi al "principio di precauzione", in particolare per i pochi studi sugli effetti di soggetti quali anziani, madri in allattamento o malati con patologie particolari, il Consiglio Superiore di Sanità raccomanda "che siano attivate, nell'interesse della salute individuale e pubblica e in applicazione del principio di precauzione, misure atte a non consentire la libera vendita dei suddetti prodotti".
Nel dettaglio, l'organismo sanitario "ritiene che la pericolosità dei prodotti contenenti o costituiti da infiorescenze di canapa, in cui viene indicata in etichetta la presenza di 'cannabis' o 'cannabis light' o 'cannabis leggera', non può essere esclusa".

Luca Marola, ideatore di Easy Joint (la prima cannabis light), in questi giorni è proprio in Canada, ma nell'intervista telefonica che gli abbiamo realizzato non si fascia la testa per questa notizia. Anzi, afferma che la pronuncia del Css va nella direzione indicata da chi ha creato la cannabis light: il bisogno di regolamentare e legiferare in materia. "In assenza di regole istituzionali, di leggi dello Stato - osserva Marola - chi produce e commercializza cannabis light ha sentito l'esigenza di un codice di autodisciplina per la produzione, che è stato adottato dai principali sindacati agricoli". Confagricoltura, Cia, Federcanapa e presto anche Coldiretti hanno aderito.
I produttori e i commercializzatori di cannabis light, dunque, vivono quello del Consiglio Superiore di Sanità come uno stimolo. "Non si tratta di un'ordinanza - ricorda Marola - ma di uno stimolo per andare incontro alle esigenze di salute e sicurezza per i consumatori, su cui siamo perfettamente d'accordo".

E se il governo bloccasse, facendo leva sulle precauzioni richieste dal Css, decidesse di bloccare la vendita?
"Non si può bloccare più nulla - sostiene l'inventore di 'Easy Joint' - Un anno fa la cannabis light non esisteva. In un solo anno le aziende agricole che si occupano esclusivamente di inforescenze di canapa sono decuplicate e ogni giorno nasce un'attività commerciale legata a questo prodotto. Ci sono quintalate di infiorescenze nei campi e il mercato è così ampio e sviluppato che paradossalmente, se arrivasse uno stop, alla vendita, nascerebbe un mercato nero della cannabis light, che è esattamente la direzione opposta in cui bisogna andare".

Quanto ai rilievi del Css, è vero che in Italia non ci sono studi sulla cannabis light, perché il prodotto è nato l'anno scorso. E nessuno, nemmeno nelle altre parti del mondo, ha mai studiato gli effetti del consumo continuativo di canapa a basso contenuto di thc.
"Ma non si può dire che la canapa fa male, perché farebbe ridere - osserva Marola - dal momento che è utilizzata anche a scopi terapeutici".
Le sperimentazioni in giro per il mondo, le legalizzazioni che avanzano, non ultima quella federale degli Stati Uniti, attesa per la settimana prossima, dimostrano che i processi partecipativi, che hanno coinvolto portatori di interesse, ricercatori e medici, non hanno evidenziato alcuna criticità.

ASCOLTA L'INTERVISTA A LUCA MAROLA:

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