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Cambio di direzione all'Arena del Sole

Presentata la nuova stagione, l'ultima con la guida di Paolo Cacchioli.


di redazione
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Superati, almeno per il momento, i problemi economici, l'Arena del Sole presenta il nuovo cartellone, l'ultimo sotto la direzione artistica di Paolo Cacchioli, che dopo oltre trent'anni passa il testimone a Natalino Mingrone.

L’Arena del Sole dà inizio alla stagione 2013/14, nonostante le difficoltà dei mesi passati che hanno messo in dubbio il futuro del teatro stabile della città. Lo scorso luglio infatti i lavoratori, in maniera autogestita, avevano “aperto comunque” il teatro che, per la prima volta dal 1995, non poteva sostenere i costi della rassegna estiva.
Tuttavia, a pochi mesi dallo stato di pericolo, l’Arena si ritrova forte dei partner che hanno riconfermato il loro sostegno economico e in certi casi aumentato il contributo (Unipol, Fondazione del Monte, Carisbo, Legacoop, Camst, Hera, Poligrafici Editoriali, Cemusa, Confcommercio, Assicoop Bologna e altre realtà locali). La raccolta totale supera persino quella della scorsa stagione.

Così, anche se la tessitura dei rapporti è ripresa con ritardo e gli spazi d’azione sono stati ristretti, la stagione può avere comunque inizio. Il clima che si respira, però, è di profonda incertezza. Lo testimonia il passaggio di testimone tra direttori artistici: Paolo Cacchioli, dopo trentasette anni, passa la mano a Natalino Mingrone, che “traghetterà” il teatro stabile verso un nuovo e incerto futuro. “Il processo si è avviato - spiegano Alberto Ronchi e Massimo Mezzetti, assessori alla cultura in Comune e in Regione - La macchina teatrale è una macchina complessa, ma potremo arrivare a un approdo positivo”. In vista c’è la creazione di un teatro stabile regionale, un’operazione inedita in Italia ma già sperimentata in Europa, con l’intento di amplificare Bologna su un quadro più ampio, per rilanciare l’intero sistema. Con meno risorse l’impresa diventa chiaramente più difficile e così il futuro, almeno per il momento, rimane una terra straniera.

In attesa che i work in progress da dietro le quinte portino a qualcosa, sul palco nei prossimi mesi andranno in scena le opere, per l’ultima volta selezionate da Paolo Cacchioli. Una stagione che prevede nomi importanti - “una qualità di teatro all’altezza della città” rassicura Cacchioli - presentando per l’ultima volta la stagione allo stabile di Bologna.
Si comincia il 22 ottobre con Toni Servillo, che insieme al fratello Peppe dirige e interpreta “Le voci di dentro” di Eduardo De Filippo. Si continua a fare interagire musica, cinema e teatro grazie alla presenza di Laura Morante e Gigio Alberti (“The Country” di Martin Cramp), Daniel Pennac (“Journal d’un corps / Storia di un corpo”), Neri Marcorè e la Banda Osiris con “Beatles Submarine”, Ascanio Celestini, Stefano Benni.

Ma oggi si riflette soprattutto sulla necessità (e sul destino incerto) di un teatro “stabile”, capace di autoprodurre, patrimonio della città, che con essa interagisce e dialoga: un esempio è il “Giulio Cesare” del Centro La Soffitta, dipartimento delle arti visive dell’Alma o il festival Gender Bender, ospite anche quest’anno con degli spettacoli. Fra i tanti titoli emergono l’anteprima “Il Cappotto”, ispirato a un racconto di Gogol e diretto da Vittorio Franceschi o “Orchidee” di Pippo Delbono, in collaborazione con l’Ert, “Misêria e nubiltè” di Nanni Garella e soprattutto “La classe”. Già in scena l’anno scorso, viene riproposta da Cacchioli anche per quest’anno, come fosse un lascito all’Arena del Sole, augurandosi che questa rimanga quello che è: il teatro della città.

Lucia Occhipinti


Ascolta l'intervista a Paolo Cacchioli
Tags: Teatro, Cultura

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