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Caffè, azione Cua contro i costi raddoppiati

In via Zamboni 36 gli studenti del collettivo universitario portano il "Caffè Sociale".


di Alessandro Canella
Categorie: Istruzione, Economia
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"Caffè Sociale" in via Zamboni 36. Ad offrirlo agli studenti è il Cua, che boicotta così i nuovi distributori automatici dell'Università, dove il costo del caffè è raddoppiato, passando da 30 a 60 centesimi. Il collettivo: "Inutile lustro, non servono i bicchieri col logo dell'Alma Mater. Il problema vero è il diritto allo studio".

L'Università di Bologna ha sostituito in diverse Facoltà i distributori automatici del caffè con nuove macchinette, che preparano le bevande in nuovi bicchieri dove è stampato il logo dell'Alma Mater. Una scelta di stile che però ha portato al raddoppio del prezzo del caffè, passato da 30 a 60 centesimi.
L'investimento ha fatto arrabbiare gli studenti del Cua, che quest'oggi hanno dato vita al "Caffè Sociale", un'iniziativa di boicottaggio in cui gli attivisti hanno distribuito caffè alternativo.

"È un'azione simbolica - spiega ai nostri microfoni Niccolò, del collettivo universitario - che rientra in altre iniziative, come 'Occupy Mensa' e lo 'Studentato Taxim' che vogliono porre al centro il tema del diritto allo studio".
Sebbene pubblicamente il rettore dell'Ateneo Ivano Dionigi si sia lamentato per i tagli lineari che colpiscono l'Università, agli studenti sembra un inutile sperpero di risorse l'installazione di nuovi distributori automatici: "Un lustro inutile per dare l'idea di un'Università azienda".

"La qualità dei caffè non è migliorata - osserva l'attivista - ma il prezzo è raddoppiato. Le macchinette precedenti funzionavano benissimo".
In una fase economica come questa, il costo della vita è diventato un tema centrale per gli studenti di Bologna. Non a caso "Occupy Mensa", la vendita di cibo "alternativo" presso la mensa di piazza Puntoni ha riscosso un successo significativo, al punto di diventare un appuntamento fisso.
"La media di un pasto completo a Bologna è di 6,80 euro, mentre nelle altre città è di 3,50". Tradotto sui pranzi di un mese, uno studente dell'Alma Mater dovrebbe spendere 170 euro contro gli 87 dei colleghi di altri Atenei.

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