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"Cacciati da Villa Aldini per aver denunciato la nostra situazione"

E' la denuncia di 5 profughi allontanati per ordine prefettizio con l'accusa di comportamenti aggressivi.


di redazione
Categorie: Migranti
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Immagine tratta dal sito meltingpot.org

L'associazione 3 Febbraio invita tutti oggi alle 14.30 davanti a Palazzo d'Accursio a una conferenza stampa, convocata per denunciare l'allontanamento dal centro di accoglienza di Villa Aldini di 5 profughi accusati di comportamenti aggressivi. In realtà, dicono dall'associazione, si tratta di una punizione per aver denunciato agli ispettori europei i problemi della loro condizione.

Mercoledì scorso è arrivata nel centro di accoglienza di Villa Aldini una commissione di ispettori dell'Unione Europea. La cooperativa L'Arca di Noé, che gestisce il centro, ha chiesto ai profughi ospitati nella struttura di allontanarsi per qualche ora. Gli ospiti, insospettiti dalla richiesta, hanno rifiutato l'invito della cooperativa e hanno atteso l'arrivo degli ispettori, denunciando agli emissari di Bruxelles, la loro difficile condizione, con particolare riferimento alla mancata consegna della carta d'identità, richiesta ormai da mesi. La cartà d'identità (un diritto riconosciuto) è necesaria per lavorare, e dunque per emanciparsi dalla loro condizione. In tutta risposta cinque profughi si sono visti espellere dal centro per comportamenti aggressivi su ordine del prefetto.

E' questa la ricostruzione che fa l'Associazione 3 Febbraio della vicenda che ha portato alla cacciata dal centro di accoglienza di Villa Aldini di 5 profughi, ospitati ora temporaneamente grazie all'interessamento dell'associazione stessa, in un ostello. "Nessuna violenza da parte dei profughi. Si tratta di una punizione per aver reclamato i propri diritti e la propria dignità" dice Faiçal, un attivista.

Intanto sono in corso trattative con Prefettura e Comune per trovare una nuova sistemazione per i profughi (i posti sarebbero già stati individuati) che si dicono disponibili ad uno spostamento e, dicono dall'associazione, stanno soltanto cercando di integrarsi attraverso il lavoro quale mezzo principe per l'integrazione. Il lavoro, però, resta una chimera senza una carta d'identità. Questo e soltanto questo, ribadiscono dall'associazione 3 Febbraio, chiedevano i 5 profughi.

L'associazione chiama tutti a raccolta oggi alle 14.30 davanti a Palazzo d'Accursio per una conferenza sulla vicenda, ma anche per mettere in piedi un'assemblea che discuta del particolare momento storico nel quale appaiono sempre più violenti i rigurgiti razzisti.


Ascolta l'intervista a Faical

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