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Buona Scuola, precari in protesta contro il concorsone

A Bologna il presidio sotto le Due Torri.


di redazione
Categorie: Istruzione
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Nel giorno in cui vengono comunicate le date delle prove scritte del "concorsone" per l'assunzione dei precari della scuola, questi scendono in piazza per nuove proteste. "Lavoriamo già, abbiamo già dimostrato capacità e speso 3mila euro, perché dobbiamo essere valutati nuovamente?".

Nel giorno in cui il Miur comunica le date delle prove scritte del "concorsone" per l'assunzione di nuovi insegnanti, le precarie e i precari bolognesi della scuola saranno in presidio sotto le Due Torri per protestare contro le false promesse della “Buona scuola”. La contestazione nasce dal fatto che, dopo lunghi mesi di lezioni universitarie e tirocini mal organizzati e per i quali hanno dovuto sborsare circa tre mila euro, ora i precari sono costretti a essere valutati ancora una volta su conoscenze e competenze che hanno già dimostrato di possedere lavorando già nelle scuole.

Nello specifico, i precari della scuola contestano la discrezionalità del governo, che ha portato all'assunzione "di default" dei "vecchi" precari, mentre per quelli attuali è previsto lo strumento del concorso. Accanto a questo, anche una critica alla retorica del metodo riservata ai più giovani, che già lavorano nelle scuole. Di qui nasce anche una preoccupazione: in Emilia Romagna, per fare un esempio, verranno immessi in ruolo il 50% dei partecipanti. La domanda si concentra sul destino degli esclusi.

I precari definiscono la riforma una vera e propria truffa, anche semplicemente per la quota di precari di assumere, che si è rivelata esattamente la metà dei 100mila promessi. Al contrario, il meccanismo messo in atto porterà alla sparizione o al licenziamento di 140mila precari, dal momento che i posti disponibili sono 63mila, mentre gli insegnanti con esperienza sono 200mila.
Secondo i precari della scuola non sparirà nemmeno la "supplentite" cui faceva riferimento il premier Matteo Renzi, ma di sicuro si spenderanno 300 milioni di euro per il concorso.

Oltre alla richiesta di inserimento nelle GAE per tutti gli insegnanti che resteranno esclusi dal concorso e per coloro che, trovandosi nella terza fascia delle graduatorie d'Istituto abbiano maturato 360 giorni di servizio e la formazione di una graduatoria di idonei che comprenda tutti i partecipanti al concorso, i precari sostengono il referendum per l'abrogazione della riforma della scuola del governo Renzi.


Ascolta l'intervista a Stefania, insegnante precaria

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