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Buona Scuola, Benvenuto clientelismo

Presentato il piano di riforma dell'educazione nazionale


di Francesco Ditaranto
Categorie: Istruzione
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"Questa è la riforma più importante per il nostro governo" ha detto il premier Renzi, presentando ieri la riforma del sistema scolastico. Tra 100 mila assunzioni di precari e presidi-manager, il Parlamento dovrà discutere delle linee guida presentate dall'esecutivo. Eppure, non tutti condividono l'entusiasmo.

Anche la scuola cambia verso. Matteo Renzi, munito di slides particolarmente evocative (che la comunicazione gli venga bene non è un mistero), ha presentato ieri il piano di riforma del sistema scolastico. Tra gli annunci più a effetto, oltre alla riaffermazione della centralità della scuola nel nostro paese e nell'azione di governo, l'assunzione di 100 mila insegnanti precari delle graduatorie a esaurimento e il sistema di reclutamento degli insegnanti in mano ai presidi. MIrabili inoltre l'introduzione del bonus da 500 euro per attività culturali e di svago per i docenti e l'intangibilità degli scatti d'anzianità (anche se la legge finanziaria di fatto li blocca).

Al di là delle slides di sicuro effetto, però, c'è chi non è d'accordo con i toni trionfalistici (per adesso suffragati solo dalle previsioni di chi questi toni adopra). Si tratta, ad esempio, di Marcello Pacifico, di Anief, che sottolinea come le 100 mila assunzioni siano un buon segnale, peccato che i precari siano 140 mila in più e ricorreranno per vedersi riconosciuta l'assunzione suffragata (questa volta davvero) dalla sentenza della Corte Europea.

Venendo al reclutamento, inteso in maniera più stringente, nelle singole scuole saranno i dirigenti scolastici a scegliere gli insegnanti da un apposito albo. Non si vuole essere disfattisti a tutti i costi, ma in un paese dove la corruzione è fuori controllo, e l'impiego pubblico serve a piazzare amici, fidanzate e amanti, è legittimo pensare che un sistema di chiamata diretta apra le porte al clientelismo più becero, magari anche, come nei desiderata dell'esecutivo, trasparente. Su questo aspetto Pacifico non lascia troppo spazio ai fraintendimenti. "C'è una sentenza della Corte Costituzionale di due anni fa che ricorda come sia impossibilie che un dirigente scolastico possa decidere chi assumere e chi no.Bisogna capire -continua Pacifico- che intenzione ha il governo. Una cosa è utilizzare l'organico funzionale, un'altra è decidere chi assumere violando i principi dell'imparzialità e del buon andamento che presidiano la nostra Costituzione."

La ciliegina sulla torta del provvedimento varato ieri è, infine, la previsione di sgravi fiscali per le famiglie che iscrivono i propri figli agli istituti paritari. Su questo non c'è molto da dire, in un paese che da vent'anni non investe un euro nella scuola pubblica.


Ascolta l'intervista a Marcello Pacifico

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