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Bruxelles, le domande che dobbiamo farci

Una riflessione dopo i nuovi attentati nel cuore dell'Europa.


di Alessandro Canella
Categorie: Esteri
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L'Europa è di nuovo sotto shock per gli attentati che hanno colpito Bruxelles. Se il premier francese Manuel Valls ribadisce che "siamo in guerra" e i populisti speculano sui morti, occorre invece che ci interroghiamo tutti su quanto sta accadendo e cosa dovremmo fare noi per vivere in pace.

Cosa sta succedendo in Europa? Come siamo arrivati a questo punto? Come dovrebbero reagire i governi e come dovremmo reagire noi? Come si può isolare e sconfiggere il terrorismo? Perché fa presa sopratutto su giovani cresciuti in Europa? Quali sono le misure per la nostra sicurezza che funzionano meglio?
Sono alcune delle domande che noi europei dovremmo porci dopo gli attentati di Bruxelles e, prima, quelli di Parigi.

L'Europa appare confusa, fragile, disgregata e - va sottolineato - ha messo in piedi misure muscolari (come la chiusura delle frontiere, gli stati d'emergenza e i bombardamenti in Siria) che non hanno funzionato.
Nello speciale andato in onda questa mattina abbiamo chiesto ai nostri ospiti di rispondere ad alcune di queste domande.

Secondo il giornalista Emanuele Giordana, fondatore di Lettera22, gli attentati di Bruxelles sono stati preparati da tempo. Il giornalista non crede alle versioni che vorrebbero gli attacchi come una ritorsione per l'arresto di Salah Abdeslam, quanto rispondono piuttosto a una strategia generale che mira a colpire l'Europa. Un disegno che a noi sembra ancora abbastanza oscuro e, finché non lo capiremo, potrebbe succedere nuovamente.


Maso Notarianni, già direttore di Peace Reporter e del mensile di Emergency, non vede differenza tra le guerre che l'occidente conduce da 15 anni e quelle che l'Isis sta portando in Europa. Le vittime, in entrambi i casi, sono soprattutto civili. Il nodo cruciale, per Notarianni, è la redistribuzione della ricchezza.


Come arginare il fondamentalismo jihadista? Secondo Yassine Lafram, coordinatore della Comunità Islamica di Bologna, la risposta sta nell'unità, nel non fare il gioco dei terroristi che ci vogliono divisi, gli uni contro gli altri. Occorre fare emergere l'Islam moderato che già oggi, attraverso le moschee, svolge un presidio e un monitoraggio contro i discorsi estremisti, isolando i fondamentalisti.

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