Dopo l’accordo tra Finmeccanica e King Long Italia per l’acquisizione della Bredamenarinibus di Bologna e Irisbus di Avellino la Fiom chiede chiarezza sul piano industriale e le prospettive occupazionali della nuova società “Industria Italiana Autobus”.

Nella giornata di ieri si è svolto un incontro tra sindacati, governo, Finmeccanica e la nuova “Industria Italiana Autobus”. Sul tavolo il futuro della BredaMenarinibus, la storica azienda bolognese di autobus diventata italo-cinese dopo il passaggio da Finmeccanica alla King Long Italia che ha visto la nascita della “Industria Italiana Autobus”. Alla nuova società passeranno tutti i 200 dipendenti della Bredamenarini, rimasti dai tagli e dagli esuberi degli ultimi anni, e i 300 lavoratori della Irisbus di Avellino, ora di proprietà Fiat.

Un accordo che fin dal primo momento aveva allarmato i sindacati, preoccupati per il futuro del polo produttivo di Bologna e le condizioni contrattuali dei lavoratori. Nell’incontro che si è tenuto ieri tra le parti “abbiamo ribadito la fragilità del piano industriale e il fatto che Finmeccanica deve dare garanzie – spiega Bruno Papignani, segretario regionale Fiom – Dal momento che l’operazione è stata fatta dal governo, ci deve dare garanzie sulle prospettive future” sottolinea il sindacalista.

Papignani rivela come a tratti non sia mancata una certa tensione durante la lunga riunione di ieri, a cui seguirà un secondo incontro al Ministero dello Sviluppo economico la settimana prossima. Ed è in quell’occasione che i metalmeccanici chiederanno che vengano messe nere su bianco le aperture avute fino ad ora. “Chiediamo che ci sia un piano finanziario che supporti un piano industriale che deve prevedere produzioni a Bologna molto precise, e chiediamo che vengano mantenuti tutti i diritti contrattuali compreso l’art.18 – fa sapere Papignani – A voce sono stati fatti passi avanti con garanzie maggiori, ma devono essere messe nero su bianco e devono essere garanzie vere. La produzione degli autobus deve rimanere a Bologna“.