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Brasile, il primo indio candidato per salvare la foresta

La battaglia di Leopardo Yawa Bane degli indios Hunikuin.


di Alessandro Canella
Categorie: Ambiente, Esteri
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Dopo la deforestazione per la legna, la foresta amazzonica è minacciata anche dalle multinazionali del farmaco. Il primo indio pre-candidato alle elezioni brasiliane per lo Stato di Santa Catarina è Leopardo Yawa Bane del gruppo etnico degli Huni Kuin, che vivono al confine con Perù e Bolivia. Si batterà al fianco della senatrice ambientalista Marina Silva. Noi lo abbiamo intervistato.

Nella foresta amazzonica nordoccidentale brasiliana, più precisamente nello Stato dell'Acre, al confine con la Bolivia e il Perù, gli Huni Kuin, un'antichissima etnia indios, vivono in connubio con la natura.
Nella foresta hanno la loro casa, le loro tradizioni, i loro riti ancestrali e dalla foresta traggono il loro sostentamento, sia alimentare che medico.
Anche se in occidente non è più di moda, il tema della deforestazione dell'Amazzonia è ancora all'ordine del giorno, specialmente in un'epoca in cui i cambiamenti climatici iniziano a far sentire i propri effetti nefasti.

Leopardo Yawa Bane è un indio Huni Kuin che fin dal 1994 si batte per la salvaguardia della foresta e gira il mondo per far conoscere la causa sua e del suo popolo. Per farlo in modo ancora più incisivo ha deciso di candidarsi alle prossime elezioni brasiliane, che arriveranno dopo i tormentati ultimi anni per il Paese latinoamericano. Dall'impeachment di Dilma Rousseff a quello che alcuni hanno definito il "golpe bianco" che ha portato al potere Michel Temer, fino al recente arresto dell'ex presidente Luiz Inácio Lula da Silva.

Bane sarà il primo pre-candidato indio per lo Stato di Santa Catarina e si batterà al fianco di Marina Silva, la senatrice socialista e ambientalista che, nel 2014, ha raggiunto l'apice della popolarità, al punto da risultare vincente in un ipotetico ballottaggio con Dilma Rousseff.
Ai nostri microfoni l'indio racconta che la deforestazione dell'Amazzonia va avanti, ancora una volta per fare spazio ad allevamenti e coltivazioni.
A farla da padroni sono i latifondisti e le multinazionali, che grazie agli alti livelli di corruzione e mafia nelle istituzioni brasiliane, riescono ad agire indisturbati.

La nuova frontiera dello sfruttamento, però, arriva dalla medicina. Le erbe medicinali presenti nella foresta, che ha una biodiversità incredibile, fanno gola alle multinazionali del farmaco.
Già l'ayahuasca, l'infuso psichedelico a base di diverse piante amazzoniche, che da secoli è patrimonio terapeutico degli indios amazzonici, è stato oggetto di appropriazione da parte delle multinazionali del farmaco, che lo hanno sperimentato per usi antidepressivi.

Gli Huni Kuin, dunque, devono fronteggiare molti nemici per mantenere le loro terre e le loro tradizioni, ma soprattutto per continuare a vivere in simbiosi e preservare la foresta.
Il progetto di Bane, dunque, prevede la riforestazione di quanto finora abbattuto e la sua discesa in campo serve proprio a dare più forza a questa causa.

ASCOLTA L'INTERVISTA A LEOPARDO YAWA BANE:

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