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Brasile, dallo spettro del golpe alla svolta a destra

Gli ultimi avvenimenti che hanno portato al processo di impeachment per Dilma Rousseff.


di Andrea Perolino
Categorie: Esteri
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Dallo scandalo Petrobras alla messa in stato di accusa della presidente Dilma Rouseff, per arrivare all'incarico ad interim assunto dal vice presidente Michel Temer e alla virata a destra del nuovo governo: i recenti fatti che stanno scuotendo il Brasile analizzati dal giornalista Luigi Spera.

"Surreale" è il termine con il quale il giornalista Luigi Spera, esperto di politica internazionale e attento osservatore del Brasile, riassume le recenti vicissitudini che stanno stravolgendo il quadro politico del gigante sudamericano. Il nuovo governo guidato dal vice presidente Michel Temer ha impresso una radicale svolta a destra all'identità politica brasiliana, dopo la sospensione della presidente Dilma Rousseff grazie al voro favorevole del Senato alla richiesta di impeachment. La nuova formazione dell'esecutivo è composta da soli uomini, bianchi, ricchi, oligarchi, nonché accusati per la maggior parte di corruzione e coinvolti nell'inchiesta Lava-Jato. Accuse che, al contrario, non toccano Dilma Rousseff. Sono questi i principali aspetti che hanno portato diversi osservatori a utilizzare la parola "golpe" per indicare quello che sta accadendo in Brasile.

Ad aiurtarci a capire come si è arrivati a questa situazione è il giornalista Luigi Spera, autore del libro "Crimine e favelas" (Edizioni Eiffel), che spiega come tutto nasca "alla fine del primo mandato di Dilma Rousseff, nel 2013, quando la gestione della politica economica del Brasile ha manifestato una serie di problemi: la crescita ha subito un tonfo con il crollo del Pil. Le opposizioni hanno allora iniziato ad andare all'attacco. A poca distanza di tempo è scoppiato lo scandalo Petrobras che ha fatto emergere un maxi giro di tangenti che coinvolgeva diversi esponenti politici. Il Partito dei Lavoratori di Rousseff e Lula è stato coinvolto dal caso, e i partiti di opposizione sono tornati alla carica. Grazie anche a una campagna mediatica serrata si è iniziato a screditare Dilma dal punto di vista politico e giudiziario. Dalle inchieste però è emerso che la presidente effettivamente non era coinvolta nello scandalo - sottolinea Spera - Si è arrivati comunque alla richiesta di impeachment, che il presidente della Camera Eduardo Cunha ha autorizzato. Gli ex alleati di Dilma passati all'opposizione, i partiti di destra grazie ai quali aveva vinto le elezioni, sono gli artefici dell'impeachement".

È qui che si concentrano i dubbi sulla fondatezza della procedura di impeachment. Il governo legalmente eletto di Dilma Rousseff è stato spodestato grazie alla manovra dei suoi ex alleati del Partito del Movimento Democratico Brasiliano e tutte le forze conservatrici del Paese, ora pssati alla guida del paese. "Dal punto di vista del procedimento istituzionale non è stato fatto nulla di errato, è una procedura politica - prosegue il giornalista - Sta di fatto che dal punto di vista politico è stato abbattuto un governo democraticamente eletto. Ciò che viene sottolineato è che non c'è alcun procedimento penale nei confronti di Dilma Rousseff, non c'è un reato di responsabilità. Lo stesso Economist ha parlato di un sotterfugio per far passare l'impeachment".

Secondo Spera, la situazione attuale "denota tutti i limiti derivanti dalla giovinezza della democrazia brasiliana, la Costituzione risale al 1988: è un problema istituzionale proprio di una democrazia giovane. Vista dall'Europa è un golpe: un presidente eletto è stato allontanato e al suo posto è stato messo un governo di tutt'altra estrazione politica. Si tratta di una svolta rapidissima da sinistra a destra, soprattutto dal punto di vista delle politiche economiche. Il nuovo governo presideuto da Temer vede al proprio interno solo uomini, bianchi, ricchi e oligarchi. Non ci sono più donne ed è stato soppresso il ministero delle Pari Opportunità, oltre a quello della Cultura. Sono state avanzate proposte di politica economica chiaramente di destra, conservatrici e neoliberali". Senza contare l'aspetto più "surreale" della vicenda, ossia il fatto che "coloro che hanno portato la presidente all'impeachment sono quelli realmente accusati di aver portato avanti questo giro di tangenti, a differenza di Rousseff, accusata invece di aver truccato i bilanci dello Stato".

Sul futuro del Brasile pesano ora numerose incognite. La "presidente" Dilma Rousseff verrà sospesa per 180 giorni, periodo entro il quale sarà messa in stato di accusa. Il processo che si terrà alla Camera alta deciderà se Rousseff sarà destituita definitivamente oppure verrà assolta, e solo in questo caso potrà tornare alla guida del paese. Immaginare invece cosà accadrà in campo economico è difficile. "Di certo - afferma Spera - la situazione economica non migliorerà, neanche con l'elettroshock delle nuove politiche di destra".

Il Brasile si appresta inoltre ad ospitare le prossime Olimpiadi a Rio de Janeiro. Quello che doveva essere l'apice del processo di affermazione del Brasile come grande attore internazionale rischia ora di essere offuscato dalla grave crisi economica e politica. Con'un ulteriore incognita non da poco, quella della sicurezza e del rispetto dei diritti umani. Il nuovo ministro della Giustizia è l'ex segretario alla sicurezza dello Stato di San Paolo, Alexandre de Moraes, accusato a livello internazionale di essere il responsabile della repressione nel sangue delle manifestazioni in favore di Dilma e delle proteste degli studenti. "Lo stato di Rio de Janeiro è retto da un esponente dello stesso partito, e si forma così un asse tra governo e amministrazione locale - osserva il giornalista - la polizia di Rio è la più violenta del mondo, con un numero enorme di omicidi messi a segno. Ci saranno 90mila uomini delle forze dell'ordine durante le Olimpiadi, le favelas saranno praticamente circondate e a questo si aggiungono le recenti leggi approvate dal Parlamento fortemente restrittive in termini di repressione del dissenso. Chi vorrà manifestare non potrà farlo, lo scenario che si presenta in occasione delle Olimpiadi è quello di uno stato di polizia".


Ascolta l'intervista a Luigi Spera (Prima parte)

Ascolta l'intervista a Luigi Spera (Seconda parte)
Tags: Esteri, Brasile

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