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Bracconaggio e poche risorse, il Parco dei Gessi è in difficoltà

Aumentano fenomeni ostili e pericolosi nei confronti della natura.


di Alessandro Canella
Categorie: Ambiente
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Il cinghiale trafitto dalla freccia

Bocconi avvelenati per uccidere i predatori come lupi e volpi, un cinghiale trafitto da una freccia, pochissimo personale per vigilare e 200mila euro di contributi che la Città Metropolitana non ha ancora versato. Il sistema bolognese dei parchi è in difficoltà. Gli ultimi episodi riguardano il Parco dei Gessi.

Un cinghiale trafitto da una freccia, salsicce avvelenate lasciate vicino a sentieri per liberarsi dei predatori, lupi e volpi anzitutto, fino ad una lettera minatoria contenente un proiettile ricevuta mesi fa dal presidente della Comunità Parco dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell'Abbadessa, Giorgio Archetti.
Quello che sta accadendo alle porte della città, nel territorio di San Lazzaro, Ozzano ed altri Comuni, ha dell'inquietante. A denunciarlo è lo stesso Ente, che rivela l'aumento di fenomeni ostili al parco stesso.

"Il fenomeno non è nuovo - racconta Archetti ai nostri microfoni - ma negli ultimi tempi si sta intensificando. Ora che la caccia è chiusa e che vengono rilasciati dei fagiani, c'è qualcuno tra i cacciatori che vuole togliersi di torno la concorrenza dei predatori".
La fauna selvatica, però, ha altri nemici: gli allevatori che subiscono danni alle greggi dalle aggressioni dei lupi o gli agricoltori che vedono i raccolti rovinati dai cinghiali. "Stiamo scontando una ferma di sei mesi per la selezione dei cinghiali - spiega il presidente del Parco dei Gessi - Ora siamo quasi alla normalità, ma è difficoltoso ripristinare una situazione che ha visto una proliferazione di animali per sei mesi".

Centrale, nella situazione attuale, è il tema delle risorse umane. Per il blocco delle assunzioni che insiste nel settore pubblico, infatti, ci sono appena 3 guardie forestali a pattugliare l'intero sistema dei parchi, che copre 25mila ettari.
"Il problema è che i responsabili vanno colti sul fatto - sottolinea Archetti - per cui è difficile fermarli. Abbiamo già qualche idea che abbiamo segnalato alle autorità competenti, che hanno già un fascicolo aperto per via della minaccia che ho ricevuto".
Gli ultimi bocconi avvelenati trovati dalle Guardie Ecologiche Volontarie saranno esaminati, ma già ora pare chiaro che contenessero veleno per topi in grandi quantità, per operare un'azione "scientifica" di uccisione dei predatori.

Come se non bastasse, il passaggio dalla Provincia alla Città Metropolitana ha creato ulteriori problemi. In particolare il sistema dei parchi poteva godere di 200mila euro all'anno di contributi, che con in nuovo ente non si sono ancora visti. "Se non dovessero arrivare - sottolinea Archetti - avremmo grosse difficoltà a portare avanti i progetti per la biodiversità e l'educazione ambientale".
Il presidente del Parco dei Gessi, però, vuole essere ottimista: se è vero che crescono i fenomeni ostili al parco, crescono anche le attestazioni di vicinanza da parte dei cittadini.


Ascolta l'intervista a Giorgio Archetti

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