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Bologna Pride, sabato 1 luglio sfila l’orgoglio lgbtqi

Tra le novità un Comitato Paritario composto da venti associazioni.


di redazione
Categorie: Glbtq
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Sabato torna il Bologna Pride, la sfilata dell'orgoglio lgbtq, per la prima volta sostenuta da un comitato di 20 associazioni. Cambia il percorso: si parte dal Cavaticcio e si termina nel parco di Villa Cassarini. Tra le rivendicazioni, una legge regionale sull'omofobia e l'opposizione al decreto Minniti Orlando. L'intervista a Vincenzo Branà.

Partenza dal Cavaticcio e arrivo ai Giardini di Villa Cassarini, passando per le vie del centro: questo il percorso che vedrà coinvolti i partecipanti al Bologna Pride, la manifestazione dell’orgoglio che ogni anno porta migliaia di persone nelle strade a sostegno delle battaglie della comunità lgbtqi. Parata, quella Bolognese, inserita in una vera e propria Onda Pride, che da maggio ad agosto attraverserà l’Italia con altri 24 pride in altrettante città. Il 1° luglio, infatti, oltre a Bologna scenderanno in piazza i cortei di Genova, Cosenza, Palermo e Bari.

Quest’anno, per la prima volta, il Bologna Pride è promosso da un Comitato Paritario costituito da 20 associazioni che, con continuità lungo tutta la stagione invernale, ha costruito uno spazio aperto di confronto sulla manifestazione e sugli obiettivi del movimento lgbtqi locale. Obiettivi riassunti nella piattaforma politica, suddivisa in sei sezioni, che verrà presentata al Comune.
“Spazio all’orgoglio” lo slogan scelto con l’intenzione di rilanciare nel dibattito pubblico “la dimensione esplorativa dei movimenti e la loro vocazione a destrutturare e costruire istanze”.

Diversi i  temi ritenuti centrali nel rapporto tra la comunità lgbtqi e la città: salute e l’importanza dei servizi community based che vanno sostenuti dalle istituzioni, spazi pubblici rispetto ai quali si trasmette sostegno a tutte le esperienze antifasciste antisessiste e antirazziste.
La piattaforma sottolinea, inoltre, la necessità di una legge regionale contro l’omofobia, già approvata, in alcuni casi da molti anni, in diverse zone d’Italia.

Nel documento, sottoscritto per la prima volta dall’associazione di bisessuali Bproud, si pone l’accento particolare sulla bisessualità, spesso vista semplicemente come una fase di transizione. Considerazione e spazio anche per le persone lgbti con disabilità, dal punto di vista del diritto ad una vita sessuale libera e autodeterminata e per la piena accessibiità di tutti gli spazi a partire da quelli lgbtqi in convenzione con il Comune.
Infine, in termini di inclusione, viva la condanna al decreto Minniti Orlando e altrettanto decisa la necessità di aprire un dibattito sul reddito di autodeterminazione, adottando una visione intersezionale utile a riconoscere le crescenti condizioni di povertà e di marginalità dentro e al di fuori della comunità.

Edoardo Martelli

ASCOLTA L'INTERVISTA A VINCENZO BRANÀ:


Tags: Bologna, Lgbtq

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