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Une minute en français: Marine Le Pen


di Filippo Piredda
Categorie: One English Minute

Ciao a tutti da Ines, dopo aver respirato clima di elezioni e di cambiamento grazie ai ballottaggi nelle nostre città questasettimana ci occupiamo del mondo politico francese.

La Francia avrà le sue elezioni politiche il prossimo aprile 2012 e molto si sta già pronosticando sucome potrebbe andare a finire. Come sapete il sistema politico francese consiste nel doppio turno:i due candidati che ricevono i due più alti punteggi al primo turno si sfidano poi face to face nellaseconda e decisiva elezione.

Se ne sta parlando molto soprattutto perché c’è la possibilità che si ripresenti lo scenario chemise i brividi a mezza europa qualche anno fa: era il 2002 e al secondo turno con Jacques Chiracnon passò, come ci si aspettava, il candidato dei socialisti Jospin, ma Jean-Marie Le Pen, leaderdel Front National, partito dell’estrema destra francese, fiero sostenitore, tra le altre cose, dellefuoriuscita francese dalla zona euro e del ritorno al franco. La sua campagna anti immigrazione eanti europea aveva fatto breccia soprattutto tra i cittadini più svantaggiati, gli abitanti delle famosebanlieues di cui tanto si è parlato, che vedevano in lui la soluzione a problemi di sicurezza edisoccupazione.Le Pen, dopo la vittoria di Chirac, ha continuato la sua carriera politica finchè non ha passato iltestimone a sua figlia Marine che a sorpresa di tutti è risultata ancora più energica e invettiva delpadre e con gli anni in meno ha ridato freschezza e popolarità al partito.
È proprio lei che si presenterà alle prossime elezioni e dopo la sciagurata fine del candidatoall’occhiello della sinistra francese Strauss-Kahn, rinchiuso in una cella newyorkese accusato distupro, è lei a fare più paura degli altri a Sarkozy, in corsa per il secondo mandato.


Ascoltiamo per il nostro minuto le parole della Le-Pen durante un suo intervento tv in cui mostrauno dei suoi cavalli di battaglia: attacca l’immigrazione e sostiene che la Francia, con i suoi 5milioni di disoccupati, non ha modo di continuare ad accoglierli.Ascoltiamola allora e speriamo che i francesi siano più lungimiranti di noi nel riconoscere il verovolto di chi si propone come difensore della loro amata Francia.


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