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One Muhammad Ali minute

un minuto originale in lingua inglese


di Ines Prijic
Categorie: One English Minute

Ciao a tutti da Ines e bentornati a 1Englishminute. Oggi, approfittando del suo settantesimo compleanno appena trascorso, parleremo di una leggenda della box e naturalmente mi riferisco a Muhammad Ali.

Nato con il nome di Cassius Clay, Ali è a tutt’oggi considerato il più grande pugile della storia e grazie al suo carisma e alla sua travagliata storia personale è diventato una vera icona e non solo nel mondo dello sport.

Dopo aver vinto il Campionato dei Pesi massimi Clay nel ’64 si convertì alla religione musulmana prendendo il nome di Muhammad Ali e per rispetto della sua fede rifiutò di andare a combattere nella guerra del Vietnam. Una sua dichiarazione a proposito è rimasta nella storia “"I ain't got no quarrel with them Viet Cong... No Viet Cong ever called me nigger" Non andrò a combattere contro i Viet Cong, nessun Viet Cong mi ha mai chiamato “negro” riferendosi al razzismo contro gli afroamericani di cui in quegli era ancora pervasa la cultura americana. Questa decisone gli costò il ritiro del titolo ma soprattutto la sua sospensione dal mondo della box che durò per ben 4 anni, durante i quali la sua causa arrivò alla corte suprema dove vinse e potè tornare a gareggiare. E il suo ritorno fu glorioso, vinse nuovamente il titolo e regalò al mondo alcuni dei match che hanno fatto la storia di questo sport.

Dopo il suo ritiro scoprì di essere affetto dal morbo di Parkinson ma questo non gli ha impedito negli anni a seguire di portare avanti le sue attività in difesa della pace e dei diritti di ogni minoranza.

Una delle sue ultime commoventi apparizioni pubbliche è stata durante le olimpiadi di Atlanta, dove fu invitato ad accendere la fiamma olimpica in una gesto che commosse il  mondo.

Per il nostro minuto ascolteremo Ali in un’intervista alla tv irlandese dopo il suo ritorno alla box in cui racconta della situazione della gente di colore in quegli anni negli Stati uniti, è importante non dimenticare che sì, oggi il Presidente americano si chiama Barack Obama, ma fino a non molti anni fa, come racconta Ali, gi afroamericani erano considerati cittadini non di seconda ma di quinta classe, campioni olimpici compresi.


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