Radio Città Fujiko»Blog

Musica di celluloide: il misconosciuto.

Non basta essere autore di grandi colonne sonore, per passare alla storia.


di redazione
Screen Shot 2016-03-01 at 11.35.21 PM.jpg

Con il trascorrere degli anni, nutro sempre più dubbi sul fatto che il tempo sia il miglior giudice, di eccezioni a tal proposito ne vedo troppe, per certi compositori, per quanto notevoli, il tempo sembra proprio non arrivare mai, contrariamente a quel che diceva di sè Gustav Mahler, non tutti hanno avuto, come lui, la fortuna postuma di vedere finalmente riconosciuto il proprio valore!

Cari radioavventurosi,

per la puntata di giovedì 14 dicembre alle 19 di "Un tocco di classico", mi occuperò di un notevolissimo compositore inglese, Brian Easdale (Manchester, 10 agosto 1909 - Londra, 30 ottobre 1995), il quale, nonostante i riconoscimenti avuti in vita e l'essersi conquistato almeno un Oscar per una celeberrima colonna sonora, l'essersi cimentato praticamente in tutte, o quasi, le categorie in cui si suddivide la musica classica (sinfonica, corale, sacra, operistica, cameristica, strumentale, vocale), continua ad essere bellamente, salvo sporadicissime eccezioni, escluso dai programmi delle istituzioni musicali, persino in area anglosassone (l'essere un soggetto schivo, certamente non l'ha aiutato), oltrechè quasi completamente ignorato dalle case discografiche, inoltre, credo che, ancora a tutt'oggi, per la quasi totalità dei suoi lavori, si attenda ancora un'edizione a stampa ufficiale, ed anche navigando in rete, non si trova materiale a sufficienza, nè su di lui e nemmeno riguardo le sue musiche. Lo splendido disco dal quale trarrò gli ascolti oggetto della presente puntata, inciso nel 2010 ed uscito l'anno successivo, premiato giustamente, a suo tempo, dalla prestigiosa rivista "Gramophone" (disco tutt'ora in catalogo, per fortuna), comprendente estratti dalle sue musiche da film (editi a stampa, credo proprio per l'occasione), resta a tutt'oggi, purtroppo, il solo serio titolo interamente dedicato a questo grande autore (peccato che il tempo tiranno non mi consenta di farlo trasmettere integralmente, costringendomi ad una sofferta selezione), gli sporadici precedenti essendo soprattutto dischi comprendenti tracce audio d'epoca, con la musica spesso frammista a dialoghi e rumori di scena, essendo, il più delle volte, tratta in maniera disinvolta, direttamente dalle colonne sonore d'epoca. Al momento attuale, altro non è dato di conoscere, riguardo le sue musiche, per cui vi risparmio un elenco sterile delle sue composizioni principali, attualmente pressochè impossibilitato a farmene una qualsivoglia idea, in mancanza di ulteriori riscontri concreti.

Si parte perciò con l'ascolto di quello che si può considerare il suo brano (relativamente) più celebre, l'unico che abbia goduto di una certa notorietà ed anche di una manciatina d'incisioni discografiche, prima ancora dell'uscita del disco oggetto della trasmissione, per giunta è l'unico che talvolta viene incluso nei programmi concertistici di musiche da film: la sequenza di balletto dal film "The red shoes" ("Scarpette rosse", 1948), uno dei capisaldi della cinematografia mondiale (e per parecchio tempo, tipico film natalizio trasmesso dalla BBC), 7° film realizzato dalla celeberrima coppia di registi/sceneggiatori Michael Powell ed Emeric Pressburger per la propria casa di produzione, "The archers" (il 10° in assoluto, girato in coppia) e liberamente ispirato all'omonima fiaba di Hans Christian Andersen. Per questo film a colori, ambientato nel mondo della danza, venne messo insieme un autentico "parterre de roi", costituito dal grande direttore della fotografia Jack Cardiff, il montatore Reginald Mills, gli scenografi Hein Heckroth (a cui si debbono anche i costumi) ed Arthur Lawson e, fra gli attori, il leggendario coreografo Leonid Massine (nel ruolo di Griscia Ljubov nella vicenda filmica e nel ruolo del ciabattino-da lui stesso ideato- nel celebre balletto centrale), Moira Shearer (celeberrima prima ballerina del Covent Garden, all'epoca nella fase terminale della sua prestigiosa carriera, che qui interpreta Vicky Paige), Anton Walbrook (Boris Lermontov), Marius Goring (Julian Craster, il giovane compositore), Robert Helpmann (che oltre ad interpretare Ivan Boleslavski, è anche il coreografo del film), Jean Short (Terry), Gordon Littman (Ike), Albert Bassermann (Sergei Ratov), Austin Trevor (professor Palmer), Ludmilla Tchérina (Irina Boronskaia). La parte musicale, composta interamente per l'appunto da Brian Easdale, era eseguita dalla già prestigiosa Royal Philarmonic Orchestra (orchestra fondata, sì e no un paio d'anni prima, da Beecham), diretta dall'autore, salvo che per il balletto centrale, quest'ultimo diretto proprio da Sir Thomas Beecham. Nota curiosa, contrariamente alla fine tragica della protagonista, per Moira Shearer che la interpretava, in virtù di questo film, furono fiori d'arancio, poichè un giornalista che lavorava come critico cinematografico, Ludovic Kennedy, visionando "Scarpette rosse" ebbe un colpo di fulmine, sposandosela in men che non si dica e vivendo insieme a lei fino al 2006, anno della morte di costei, defungendo a sua volta nel 2009!   Riguardo alla splendida partitura composta per questo film sublime, in grado d'appassionare anche coloro, come me, poco o nulla interessati alla danza, grazie alla quale il suo autore vinse un Oscar, in cui si fa un uso particolare delle onde Martenot, strumento elettronico valvolare nato agli inizi degli anni '30 e che prende il nome dal suo creatore, il mio rammarico è che, fino ad ora, ci si sia limitati a riesumarne la sola sequenza di balletto e sempre nella versione cinematografica di circa un quarto d'ora (pare ridotta di almeno un terzo rispetto alla versione originale, assai più estesa, quindi), meno che mai cercando di riproporne, soprattutto in sede discografica, la partitura integrale che, giudicando dalla visione del film, in cui viene comunque utilizzata parzialmente, certo non demeriterebbe, tutt'altro, avendo conseguito un Academy Award! Inoltre, sul film stesso, sono stati scritti parecchi libri, soprattutto in inglese e francese, ma, volendo reperirne almeno uno che trattasse anche del compositore, si è rivelata impresa ardua per il sottoscritto, pur riuscendoci faticosamente alla fine, la qual cosa mi sembra veramente il colmo, stante l'enorme importanza della parte musicale, in questo caso! 

L'ascolto seguente concerne una brevissima suite per orchestra da camera, tratta dalle musiche composte per il documentario, prodotto e realizzato da Philip Leacock ed Harold Lowenstein, "Secrets of Kew gardens" (1936), ovvero i giardini dell'orto botanico reale sito a Kew, località ad una decina di chilometri a sud di Londra. In questo filmato viene mostrata, attraverso l'avvicendarsi delle stagioni, la storia di questo orto botanico. Questo titolo costituisce anche la prima esperienza del compositore, nell'ambito delle colonne sonore.

Si torna alla coppia Powell/Pressburger, col brano successivo, una breve suite per coro ed orchestra tratta dalle musiche per il film "Black narcissus" ("Narciso nero", 1947), su soggetto di Rumer Godden (tratto dal proprio romanzo), fotografia di Jack Cardiff, montaggio di Reginald Mills, scenografia di Alfred Junge, costumi di Hein Heckroth ed Elizabeth Hennings, trucchi ed effetti speciali di George Blackler. Fra gli interpreti, Deborah Kerr (Madre Clodagh), Kathleen Byron (Suor Ruth), Jenny Laird (Suor Honey), Judith Furse (Suor Briony), Flora Robson (Suor Philippa), Nancy Roberts (Madre Dorotea), Jean Simmons (Kanchi), David Farrar (signor Dean), Esmond Knight (vecchio generale), Sabu (giovane generale). Trattasi di un dramma religioso, ambientato in un convento sull'Himalaya, incentrato sulle tragiche vicissitudini di un gruppo di suore missionarie inglesi. Anche in questo caso, auspicherei un'incisione integrale di questa partitura, anche se temo che sia lo spartito, sia l'incisione audio per la colonna sonora originale, siano andati persi o distrutti.

Si conclude con un paio di brevissimi (troppo brevi, ahimè, ma pure per questo titolo, sembra proprio che ci si debba accontentare) estratti dalle musiche per "The battle of the River Plate" ("La battaglia di Rio della Plata", 1956), altro film, questa volta dal taglio semi-documentaristico, della coppia Powell/Pressburger, con la fotografia di Christopher Challis, il montaggio di Reginald Mills, gli effetti speciali di Bill Warrington e James Snow, le scenografie di Arthur Lawson ed i trucchi di Geoffrey Rodway. Fra gli interpreti, Anthony Quayle (Commodoro Harwood / HMS Ajax), John Gregson (Capitano Bell / HMS Exeter), Peter Finch (Capitano Langsdorff / Admiral Graf Spee), Patrick Macnee (Tenente Comandante Medley), Ian Hunter (Capitano Woodhouse / HMS Ajax), Bernard Lee (Capitano Dove / MS Africa Shell), John Schlesinger (prigioniero dell'Admiral Graf Spee), Jack Gwillim (Capitano Parry / HMNZS Achilles), Michael Goodliffe (Capitano Mc Call), William Squire (Ray Martin), Roger Delgado (Capitano Varela), John Le Mesurier (Reverendo George Groves), Andrew Cruickshank (Capitano Stubbs / Doric Star), Christopher Lee (Manolo), David Farrar (voce narrante fuori campo). Il film è incentrato sulla prima battaglia navale del secondo conflitto mondiale, avvenuta il 13 dicembre 1939 all'estuario del Rio della Plata, fra la corazzata tascabile tedesca Admiral Graf Spee e 3 incrociatori britannici (HMS Ajax, HMS Exeter ed HMNZS Achilles), durante la quale, la nave tedesca riportò gravi danni, riparando successivamente sul porto di Montevideo, ed autoaffondandosi 4 giorni dopo (il personaggio del comandante tedesco, viene reso, nel film, con singolari tratti d'umanità). Dalle suddette musiche, ascolteremo il preludio e la marcia, quest'ultima, per la verità, pur basata sui brani composti per il film, creata appositamente per la sola sala da concerto. Concludo rilevando che l'estensore (Philip Lane) delle note contenute nel libretto interno del disco, a tutt'oggi, temo, la fonte più esauriente ed attendibile riguardo a codesto compositore, auspicava, ottimisticamente che, in seguito a questa incisione, vi fosse un risveglio d'interesse, a cominciare da editori ed istituzioni musicali, nei confronti di Brian Easdale, cosa naturalmente mai avvenuta, nemmeno in ambito discografico. Tutto stramaledettamente nella norma! Intanto, cari radioavventurosi, nell'attesa della prima delle 2 puntate dicembrine, restate sintonizzati augurandovi, nel frattempo, buone esplorazioni!

Gabriele Evangelista


Ascolta Online


realizzato da Channelweb srl  /  progetto grafico Eddy Anselmi  /  P. IVA 00954970372

Questo sito web impiega cookie tecnici e di profilazione, proseguendo nella navigazione si acconsente al loro utilizzo close[ informazioni ]