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L'Opera da Tre Soldi

pensieri quotidiani della Rana dalla Bocca Larga


di Alfredo Pasquali
Uno Stupore da 4 Soldi

Quanti sono i lavoratori che guadagnano qualche spicciolo ogni ora lavorata?

La notizia dell'ennesima morte sul lavoro irrompe nello Star System: “Il palco di Jovanotti a Trieste, quello su cui il cantante sarebbe dovuto salire lunedì per il suo Ora Tour, è crollato durante il montaggio. A perdere la vita Francesco Pinna "studente operaio" di appena 20 anni, che a quanto pare per quel lavoro guadagnava solo "5 euro l'ora"”. Poi l'organizzazione smentisce e parla di contratti regolari a 6,50. A parte il calcolo su di un guadagno  netto o su di un contratto misurato sul lordo, rimane la realtà di paghe al minimo per lavori anche pesanti.

Un'altra spina in quella corona di omicidi bianchi che però, dato il contesto, buca il silenzio dei media in nome del famoso cantante di turno.

Ma ancora una volta dobbiamo stupirci dell'ipocrisia di chi scopre con scandalo il fatto che tanta gente lavori per pochi spiccioli all'ora. Già successe nella tragedia di Barletta dove giovani operaie persero la vita nel crollo di uno scantinato del tessile per 4 euro orari.

Oggi la meraviglia si rinnova e quelli stessi che predicano il mercato della flessibilità sono anche quelli che, a tragedia avvenuta, si stracciano le vesta per gli infimi salari.

A mo'di memoria facciamo allora una piccola ricerca nell'archivio del nostro sito e ripeschiamo stralci di "Se potessi avere mille lire al mese", il reportage di FujikoInchieste curato da Ilaria Giupponi ed Alessandro Canella.

Cominciamo col mondo della scuola, quello dei tagli del ministro Gelmini: Qual'è la condizione dei Bidelli?

“...Ad aggravare la condizione dei collaboratori, infatti, c'è un altro problema: anche i fortunati che quest'anno si sono visti riconfermare il lavoro, sono costretti a fare i conti con il cosiddetto "spezzato", ovvero un orario di lavoro composto da diverse prestazioni, distribuite nei vari buchi che le scuole chiedono di coprire. Avino racconta: "Io ho un part-time di 15 ore settimanali, e a 50 anni non posso arrivare a non sapere come fare per sbarcare il lunario". Il suo stipendio di settembre è stato di 125 euro. Per ottobre ne prevede poco più di 400. "Io già mi sposto, faccio più di 70km al giorno per andare a lavorare, quindi dal mio stipendio ci devo togliere 100 euro di carburante. Se avessi un'altra nomina dovrei spostarmi ulteriormente. Tra l'altro, gli orari di lavoro spesso si sovrappongono, quindi non posso comunque accettare".

Dalla scuola alle imprese di pulizie:

“...Andrea Santoiemma, sindacalista Filcams Cgil di Modena, spiega una situazione che, seppur ripetutamente denunciata, va avanti da anni: "siamo di fronte a una situazione in realtà diffusa in tutta Italia: aziende che molto spesso violano la legge, stipendi non pagati e contributi non versati". Nel caso denunciato dalle 53 lavoratrici modenesi del comparto delle pulizie del Gruppo Mida srl, le addette si trovano con 3, 10, massimo 15 ore di lavoro e una paga di 7 euro l'ora". Un contratto a tempo indeterminato che gli assicura dunque una vita sotto la soglia di povertà."
Uno stipendio che spesso devono anche sudarsi, come racconta Zoira, lavoratrice per il Gruppo Mida che prende "ben" 450 euro al mese: "da agosto alcuni di noi hanno ricevuto lo stipendio solo ora, mentre ci sono delle colleghe che la busta paga ancora non l'hanno vista". Quando ha minacciato di andare al sindacato, si è sentita rispondere dall'azienda "vai dove vuoi".

Ma forse i direttori dei giornali si stupiscono per questi miseri salari perché trattasi di un mondo così lontano dalle redazioni giornalistiche? “... Antonella Cardone, collaboratrice freelance per svariate testate nazionali. Negli ultimi anni -racconta Antonella - si è formato una sorta di cancro all'interno della professione, che è quello della precarizzazione del lavoro". Una precarizzazione diffusa in molti settori, ma che in quello dell'informazione assume una rilevanza pubblica, visto il destinatario del "prodotto": l'opinione pubblica. Sono almeno 35mila i giornalisti pagati a cottimo, "con remunerazioni che vanno dai due ai cinque euro a pezzo. con stipendi che stentano a raggiungere i 5mila euro l'anno". La media italiana, infatti, si aggira intorno ai 7mila euro annuali. Poco più di 400 euro al mese.

Ti ho scoperto mascherina: pubbliche virtù dei giornali in ciò che si scrive e vizi privati in quel che si paga !

Potremmo aggiungere i lavoratori dei call centers. Dal blog di Ombretta: “Da alcuni anni lavoro in vari call center e ne ho cambiati molti. Ho sempre fatto telemarketing, cosa che sinceramente mi piace, anando la comunicazione. Per, amiche, non sembra anche a voi che le retribuzioni sono alquanto bassine? In genere danno un fisso che al massimo arriva ai 300 euro e provviggioni sugli appuntamenti presi molto basse. Soldi sudatissimi,secondo me perchè non tutti sanno che il lavoro è stancante e non cosi' facile come sembrerebbe. Bisogna sapersi esprimere e avere un potere di convincimento sugli utenti e spesso rimango senza voce”

Potremmo aggiungere le storie di quelli che portano le pizze, quelli che fanno i galoppini in affermati studi di professionisti, i commessi, i baristi, ecc.

Ma se qualcuno poi vuole ribellarsi? Sempre dall'inchiesta del nostro sito “...Lavorare in nero, per 600 ore retribuite appena 1200 euro, e subire un pestaggio quando si chiede di essere regolarizzati. È quanto è accaduto ad un operaio edile a Bologna. Il lavoratore, straniero con regolare permesso di soggiorno, ora si è rivolto ai sindacati per tentare di far valere i suoi diritti, ma i casi di sfruttamento in edilizia non sono isolati. La crisi aggrava la situazione ed è difficile contrastarla”.

Ora con la manovra Monti e l'imminente riforma dell'art.18 la situazione può solo peggiorare e i pochi euro guadagnati all'ora varranno sempre di meno per un lavoro sempre più insicuro.

E la chiamano equità ....

 

 

P.S. Ma Sì, facciamo un po' di populismo !

Sempre in nome della giustizia Guargaglini, amministratore delegato della Finmeccanica, uomo che ha portato al collasso i titoli in borsa dell'azienda, persona indagata per corruzione, è stato finalmente allontanato dalla sua poltrona d'oro. Forse con un calcio in culo? Certamente no, anzi con una buonuscita di 5 miliardi di euro. Problema: quanti stipendi serviranno ad Ombretta dei call center per raggiungere tale cifra? Risposta. Numero paghe= 16.666.666,66666666 (è periodico perché la calcolatrice si è rifiutata di calcolare tale scandalo). Facile prevedere che anche il gap pensionistico tra Ombretta e Guargaglini non sia da meno !


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