Il Governo Monti dice di lavorare per i giovani, ma è davvero così?
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L'Editoriale: Questo Non è un Paese per Giovani
pensieri quotidiani della Rana dalla Bocca Larga
Rigore con Equità: questo lo slogan più ripetuto dal governo Monti e dalla sua maggioranza bulgara. In particolare dicendo continuamente che i sacrifici saranno forse anche duri, ma che dovranno essere accettati da tutti per favorire i giovani. Dunque i padri facciano un passo indietro a lascino il posto alle giovani generazioni.
Si comincia con le pensioni dove tutte le previsioni portano a pensare che il, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Elsa Fornero intenda proporre un sistema previdenziale contributivo per tutti e una possibilità di pensionamento dai 63 ai 70 anni, con disincentivi per chi va ed incentivi per chi resta.
Sancire il contributivo per tutti significa cancellare di fatto la pensione a tutte quelle figure lavorative che non possono vantare una continuità professionale (come spesso succede per le donne o le persone con problemi fisici) ed in particolare per tutte le categorie dal lavoro saltuario ed insicuro, cosa che soprattutto interessa i giovani. Precari oggi e senza previdenza domani.
Per quanto riguarda il pensionamento scaglionato, facile prevedere che vorranno andare via coloro che fanno un lavoro faticoso ed ingrato (disincentivi permettendo), mentre vorranno rimanere tutti coloro che occupano un posto al sole (chirurghi, baroni universitari, manager, ecc.). Comunque tutta gente che non mollerà la sua sedia a qualche collega più giovane, con un inevitabile progressivo invecchiamento delle professioni ( non stupisce che questa proposta di legge nasca da un governo con un'età media dei ministri sopra i sessanta ).
Sul fronte del lavoro oggi sembra proprio che Monti faccia sua la proposta di Pietro Ichino (Pd) di assunzione generalizzata per un periodo di due anni, salvo poi essere licenziati (con una mancia di buon uscita). Questa idea viene presentata come la panacea di ogni male legato al fenomeno del precariato; infatti si usa lo specchietto per le allodole dell'assunzione stabile per 24 mesi (senza nessuna reale garanzia di essere liquidati prima), per allargare in realtà la spada di Damocle del licenziamento a tutti, anche a quelli che oggi sono garantiti dall'Art.18 e dallo Statuto dei Lavoratori. Monti afferma che questo è un modo per livellare le disparità (al peggio!) e di modernizzare il mercato del lavoro. La proposta di Ichino venne già bocciata dal suo partito in estate al convegno sull'occupazione promosso dal Pd a Genova. Ma, come dice Follini (ancora Pd), il governo Monti ha cambiato la linea congressuale del partito: così accade al responsabile del settore Fassina, reo di avere negato che la sua organizzazione politica sia disponibile a facilitare ulteriormente i licenziamenti, che si è visto brutalmente censurare dai suoi stessi compagni con frasi del tipo “Ma chi rappresenta Questo Fassina?”, “Non è nemmeno un Parlamentare ...” e, perla d'isteria da grande ammucchiata, dai Liberal del Pd che l'hanno stigmatizzato con un secco “Fassina vada in Corea del Nord!”. Quello che comunque continuano a non spiegarci è come possa essere possibile aumentare l'occupazione rendendo più facili i licenziamenti e come si possa combattere la mancanza di lavoro tenendo gli occupati di più a lavorare.
Sul terreno della scuola e della cultura il Ministro dell'Istruzione Francesco Profumo ha già detto di dare corso ed efficacia ai decreti Gelmini, dicendosi comunque pronto a dialogare con il movimento. Speriamo che sia vero. Oggi intanto però le uniche cose concrete che arrivano sono le manganellate della polizia sugli studenti e il ricevimento da parte di Monti, nelle sue esplorazioni governative, di una rappresentanza di giovani assieme ad un'altra di di donne.
I giornali ne hanno parlato con molta enfasi, sottolineando il cambio di clima in una direzione di maggior ascolto democratico. Ma questi ragazzi e queste donne di chi erano rappresentanti? Chi li ha mandati a Palazzo Chigi? Chi li ha votati? Di quali movimenti erano espressione? Dovendo avanzare un'ipotesi scommetterei su 3 giovani di Confindustria + 3 del Pd + 3 di Comunione e Liberazione + 3 del Pdl + 1 ragazzo scelto a caso per giustificare i primi 12. Forse un'altra anteprima di una democrazia fatta di Unelected, sconosciuti alle masse ma ben noti ai salotti del potere.
In ultimo non è particolarmente difficile dimostrare che un ragazzo è anche un cittadino italiano che, al pari di tutti gli altri, verrà stangato da nuove tasse (Ici e Imu), tagli all'ambiente, riduzione dei servizi, aumento dell'inflazione (qualche punto in più dell'IVA). Ma, come se già non fosse sufficiente l'attuale situazione, già l'Europa ci avverte come l'ennesima manovra sia alle porte per recuperare altri 20 miliardi di euro al fine di “tranquillizzare i mercati”.
Monti dunque si appresta tagli ulteriori.
Da parte nostra, testoni ed evidentemente insensibili alla modernità, avanziamo una semplicissima proposta: cancelliamo l'acquisto di 131 cacciabombardieri (10 miliardi di euro) e sospendiamogli altri 10 miliardi annui per azioni militari “umanitarie” (come l'Afganistan). Solo congelando la spesa per le sole fortezze volanti potremmo dare vita a 3.000 asili nido, favorendo non solo le madri in quanto donne (anche di queste si fregia il governo Monti...), ma anche di tanti piccoli utenti che, fino a prova contraria, possiamo considerare generazioni future.







