Come verranno spesi i proventi delle manovre del governo Monti? Non sarà che aveva ragione Renato Rascel quando cantava: "Dove vanno a finire i palloncini, quando scappano di mano ai bambini..."
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L'Editoriale: Dove Vanno a Finire i Nostri Soldi ?
pensieri quotidiani della Rana dalla Bocca Larga
La crisi del fine settimana. In un week end si è fatto senatore a vita Monti, si è costituito come premier e ha varato il governo.
In un altro fine settimana con due voti di fiducia di Camera e Senato approva l'intera manovra.
Sembra di assistera al film di Eddie Murphy “48 Ore”.
Le posizioni dei partiti, ridotti a comparsa in Parlamento, è nota: la Lega grida becera, Di Pietro brontola balbettando “Noi dell'Italia dei Valori”, Berlusconi fa le bizze e poi si genuflette, il Pd dice che quel che c'è di buono (lo vede solo lui) è merito suo, mentre ciò che c'è di cattivo è causa del Pdl !
Ai plaudenti si aggiunge Beppe Grillo, ex vaffanculista, che apprezza i Professori-Tecnici come antipartito. In difficoltà Vendola, lacerato tra la foto di Vasto e la macelleria sociale, soli nella dura opposizione rimangono le sinistre fuori dal Parlamento e i movimenti sociali.
In questo non esaltante panorama volano gli stracci e le fantasie più assolute. Ad esempio rimbalza pesitente la domanda: dove andranno i proventi derivanti alla manovra e chi beneficerà di tanti sacrifici?
A questo quesito le risposte sono multiple ed immaginifiche, tanto da destinare gli stessi soldi a mille diverse incombenze. Per esempio il bottino dell'attacco alle pensioni dei lavoratori viene rivendicato dalle donne democratiche per finanziare nuovi servizi sociali per l'universo femminile, mentre molti altri sostengono che questo prelievo serve per stringere un patto generazionale tra vecchi e giovani, per garantire un futuro ai secondi.
In ultimo Bersani ha dichiarato con decisione che tale somma invece va destinata per sostenere l'occupazione e rilanciare la crescita, altroché cancellazione dell'Art.18 per licenziamenti facili (cosa promessa per gennaio da Monti).
Attenzione, parliamo sempre e comunque degli stessi danari, moltiplicati come un po' come le vacche di Mussolini. Tra i tanti litiganti e pretendenti, c'è sempre il solito terzo che gode: le banche; infatti l'evidente verità che la propaganda di Tizio o Caio non vuole ammettere é che il rastrellamento di tanta ricchezza é solo un modo selvaggio di fare cassa, di buttare ossigeno finanziario nel grande buco della crisi fino alla prossima manovra, e se mai qualcuno verrà in futuro finanziato grazie ad altri mostruosi debiti contratti con il Fondo Monetario Internazionale queste saranno le banche (cosa già decisa in sede governativa).
A questo punto, tanto vale proporre un miglioramento di forma alla macelleria sociale, non tanto per cambiarla in positivo, quanto per renderla più digeribile.
Per prima cosa basta con tante manovre una dopo l'altra. Chiediamo in un colpo solo 5.000 euro a cranio ai cittadini per l'anno 2012, chiesa esclusa, con un versamento tramite bollettino postale. Poi, nello spazio della causale, lasciamo ogni cittadino potrà esprimere la propria preferenza su come investire tale significativa somma versata. Naturalmente tale indicazione dovrà essere puramente consultiva, mai vincolante per il governo dei Professori. Forse non cambierà nulla, ma almeno in cuor nostro potremo tutti consolarci. Un pacifista potrà pensare che non dà soldi per comprare 131 cacciabombardieri americani per 15 miliardi di euro, un ambientalista potrà illudersi che non finanzierà il Mose di Venezia (4.678 milioni di euro) o il traforo in val di Susa (22 miliardi), un operaista potrà gridare nei cortei di avere conquistato un salario decente per tutti, una donna alzerà le dita di “V”ittoria per la moltiplicazione degli asili nido, lo sfrattato aspetterà la costruzione di nuove case popolari, l'anziano un futuro migliore per il nipote e il nipote una terza età serena per il nonno. Tutti felici e contenti, tranne le banche e le assicurazioni che, dopo avere incassato tanto ben di Dio, piangeranno miseria, alzeranno i tassi dei mutui, moltiplicheranno i premi, aumenteranno le spese dei conti correnti ed abbasseranno i rimborsi dei sinistri.
Il mondo equo allora raggiungerà la sua perfezione: al 99% i valori morali, all'1% quelli di borsa.







