Un mare di tasse accerchia la nostra casa e le nostre tasche
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L'Editoriale: Casa Mia Casa Mia, per Piccina che tu Sia, Tu Mi Costi una Follia
pensieri quotidiani della Rana dalla Bocca Larga
Più che di grande Stima, il governo Monti gode di grande Estimo.
Infatti in tutta la vicenda della nuova Ici (leggi Imu) si può ritrovare il peggio di una antica tradizione italiota fatta di furbizie, inganni ed ipocrisie.
Come ormai è noto a tutti la stangata sulla casa si compone di due voci distinte: la vera e propria tassa sull'immobile di proprietà e, cosa ancora più pesante, la rivalutazione degli estimi catastali del 60%. Moltiplicando percentuali ad indici si arriva a calcolare la mazzata sul mattone.
Ad essere colpiti saranno anche coloro che, con i sacrifici di una vita, si sono assicurati un tetto magari perché sfrattati come inquilini, o quelli che ancora pagano un pesante mutuo bancario. Non ci sarà nemmeno un occhio di riguardo per famiglie monoreddito o, peggio, per lavoratori licenziati e senza reddito. Al momento non sappiamo nemmeno se verranno risparmiate le casa dell'Aquila ridotte in macerie dal terremoto.
Si sostiene che la manovra è equa perché rapporta l'estimo catastale al reale prezzo di mercato.
Ma chi stabilisce il prezzo di mercato e le sue fluttuazioni? Con quale giustizia vengono conteggiati l'abitazione, la salute, o l'istruzione, come variabili rispetto al mercato? Scusate se insisto: fare pagare l'Ici a chi abita nella propria casa, a chi non ne fa merce di scambio, a chi ha un basso reddito, è una vera e propria porcata, con buona pace dei Professori al governo.
Visto che il leit motif del governo è “Rigore ed Equità”, si ribadisce che -dura lex sed lex-, però applicata in modo prograssivo al fine di garantire giustizia nel prelievo. Effettivamente la progressività esiste, peccato che sia all'incontrario: la Cgia di Mestre afferma “... che, per chi possiede immobili abitativi con redditi superiori che superano i 100.000 euro, la nuova imposta Imu risulterà vantaggiosa rispetto alla vecchia Ici. Questo perché con l'attuale sistema l'Irpef sugli immobili aumentava al crescere del reddito, garantendo così un criterio di progressività, ora l'Imu sarà praticamente una tassa “piatta”, che sostituira l'Ici, l'Irpef sugli immobili e le relative addizionali regionali e comunali, e che consentirà ai più ricchi di avere imposte più lievi man mano che cresce il reddito...” (dossier di Laura Matteucci dell'Unità del 12 dicembre 2011)
Invece per le famiglie già economicamente oggi sull'orlo di una crisi di nervi farà piovere sul bagnato, ma certo non sul Bagnasco; infatti la Chiesa l'Ici non la paga nemmeno sugli edifici ad uso commerciale. Basta mettere in un albergo o in un cinema un'edicola religiosa, che il miracolo avviene e la tassa sparisce. Dice Monti: non ci abbiamo ancora pensato, dobbiamo riflettere meglio. Ci vuole dunque tempo per decidere al meglio. Quel tempo che invece non c'era per tagliare le pensioni ai poveracci o per imporre la tassa sulla casa ai lavoratori!
Non stupisce poi che un banchiere al governo faccia dei regali alla madre patria: infatti se per i comuni mortali la rivalutazione degli estimi catastali è al 60%, per le banche scende al 20% (forse per il loro carattere no profit...?1?).
Nessuna tregua allora per chi lavora, nemmeno se in affitto, perché è già evidente a tutti che i locatari , cioè coloro che fanno profitto del bene casa, scaricheranno l'aumento Imu sugli inquilini.
Rigore ed Equità , ma all'italiana....







