C’è qualcosa di meraviglioso e mostruoso insieme nelle foto di Silvio Berlusconi nel negozio di collanine. Mentre nelle strade e nelle piazze esplode la gioia di chi ha duramente lavorato per i referendum, lui è in un negozio di bigiotteria di bassissimo livello a guardare collanine e braccialetti.
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43 CommentiLe collanine del capo
Possiamo solo immaginarci la conversazione tra l’anziano satiro e il commesso: Presidè, guardi queste ametiste, presidè, prenda anche gli specchietti, presidè. E lui non fa una piega, sceglie, ordina, paga e si fa spedire tutto ad Arcore o a villa Gernetto, a parte una collanina e un braccialettino per stasera, che non si sa mai. Qualcuno immaginava o forse sperava che Silvio fuggisse nottetempo per poi tornare trionfante come un Napoleone redivivo fra due o tre anni di palude democristiana. E invece no. Era lì. Tra quarzi e ametiste, con il povero bodyguard a portare i sacchetti. Un personaggio meraviglioso e mostruoso insieme. Non riusciamo a staccargli gli occhi di dosso, al nostro capo di noi italiani.
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