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Associational guerrilla (si scrive così?)


di Matteo Bortolini
Famiglia? Famiglia!

Diciamolo chiaro e forte: l'attacco delle associazioni famigliari cattoliche contro l'ingresso delle due associazioni di famiglie omosessuali nella Consulta per la famiglia del Comune è del tutto scontato, e al contempo scandaloso.

Non voglio riproporre argomenti classici sulla pari dignità, sul Comune-mamma, come fa la Frascaroli, o sul fatto che anche la (un tempo) progressista Bologna stia facendo dei passi indietro paurosi anche rispetto a dieci o venti anni fa. Lascio ad altri questi condivisibilissimi argomenti. Io faccio solo notare che associazioni come il Centro Dore, quella dei Focolarini o il "Club Punto G" (che sembra un sexy shop ma invece è l'Opus Dei, controllare per credere) alla fine non fanno altro che sovrarappresentare la presenza dei cattolici nell'organismo del Comune, pur spesso gestendo servizi solo per un piccolo numero di persone appartenenti a qualche conventicola particolare. Ho due modeste proposte, a questo punto. Pur continuando a sostenere il diritto di Agedo e Famiglie arcobaleno di avere un posto nella Consulta, facciamo due cose: uno, creiamo altre 10, 100 e 1000 associazioni di famiglie "normali" e chiediamo anche noi di entrare nella Consulta. Così loro non saranno più 10 su 18, ma 10 su 100. E due, aderiamo in massa a Centro Dore, Punto G, Focolarini e Movimento per la vita. E poi vediamo se in queste associazioni "famiglia" fa anche rima con "democrazia". Io dico di no, ma sono pronto a ricredermi – esattamente quello che loro non sono disposti a fare con Agedo e Famiglie arcobaleno.

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