Uno dei grandi problemi del PD è l’incapacità di fare un po’ di bella pedagogia politica vecchio stile. Prendiamo due esempi. A Roma il PD non vota l’abolizione delle province e il suo popolo si ribella, con gesti assurdi tipo bruciare la tessera o annunciare il passaggio a un partito cesarista e incompetente come l’Italia dei valori. Il PD ha degli ottimi motivi, ma non riesce a spiegarli.
Radio Città Fujiko»Blog»Il pastone e la garrota
118 CommentiAh, il vecchio PCI!
Non spiega che le province sono anche posti di lavoro, che hanno anche delle competenze reali che vanno redistribuite con attenzione e serietà, che si portano dietro una bella fetta di organizzazione dello Stato. A Bologna invece il PD segue i grillini e pretende di fare le nomine con i curriculum caricati su internet. Anche in questo caso, bisognerebbe spiegare ai cittadini che le nomine politiche si basano soprattutto sulla fiducia e non sulle competenze. Che un domani un sindaco sarà chiamato a rispondere dell’operato dei capi delle partecipate. Che abbandonare le responsabilità spesso corrisponde ad accrescere l’opacità e a creare poteri invisibili. Io capisco che sia difficile fare politica vera quando si è circondati dalle demagogie di destra, sinistra e centro, ma la capacità di vincere le elezioni e di governare l’Italia si giocano e si giocheranno sempre di più sulla capacità di spiegare non solo cosa si vuole fare, ma anche cosa si deve fare.
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