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Il discorso all'umanità di Vilmo Ferri

In tempi di crisi, incertezze, alcune riflessioni per cambiare il mondo


di Filippo Piredda
Categorie: Fili diretti
Scarica audio: vilmo.mp3
Ascolta: Vilmo Ferri

Vilmo Ferri è un operatore umanitario indipendente. Dove c'è bisogno lui prende il furgone e va. E'quello che fa dal '92 da quando ha cominiato a raccogliere aiuti per l'ex Yuogoslavia. Da allora, tutti i mesi per 300 viaggi in 20 anni e 300mila kilometri l'anno. Nell'intervista potete legge e ascoltare un saggio della sua filosofia.

Vilmo, tante volte ti ho sentito dire "la Terra è malata". In questi giorni si parla di crisi, economia, lavoro. come vedi le cose dal tuo punto di vista, da chi opera nella solidarietà?

La situazione è drammatica, ma lo era anche tretanni fa. Il problema non è lo spread, ma i 20mila bambini che ogni giorno muoiono di fame. L'UNHCR mi ha scritto che continuano ad aumentare. In amazzonia le foreste continuano a diminuire, altro che spread. Se le banche hanno fatto il banchetto, io devo pagare, ma non ci sto. La riga tra il bene e il male deve essere netta. Chi viene dopo di noi ha bisogno di ossigeno. A Genova c'è stata l'alluvione, perché hanno bloccato 32 canali, questo è il problema, non lo spread.

Ma cosa si può fare? Cosa può fare ognuno di noi? Tu cosa consigli?

Non lo so più, sono circondato da migliaia di persone che mi dicono cosa e come fare, ma loro non fanno nulla. Quest'inverno in due abbiamo piantato 1500 ghiande di quercia, se solo 600 sopravvivono ance a questro caldo, abbiamo fatto qualcosa di buono. Il nostro albero non lo dobbiamo regalare, l'albero Filippo deve piantarlo Filippo. Il mondo è di tutti, non di pochi. Della cura Monti non mi può fregare di meno, perché noi siamo la cura, non Monti. Se crediamo in un altro mondo possibile, dove i giovani hanno un futuro, e non un futuro da spreacare, non lo so da dove cominciare. La strada che ho scelto io è la più difficile, ma la più bella, mi fa sentire vivo. Ma dobbiamo essere in tanti. 

Come vedi la sinistra? Per hai hai fatto il militante, il volontario a decine di Feste dell'unità, cosa c'è oggi?

A parole della sinistra rimane tanto, ma nei fatti poco. Non dobbiamo sentirci di sinistra, centro, destra, cattolici, musulmani, dobbiamo sentirci uomini. Mi scappa di ridere quando sento "in Nigeria sono morti 40 cristiani", sono uomini, e gli uomini devono vincere. Dobbiamo amare noi stessi e il prossimo. Noi siamo bianchi solo perché avevano finito la vernice nera.

In queste settimane sei stato nelle zone terremotate. Hai portato molte cose, due viaggi li hai fatto con noi della radio, con i beni che gli ascoltatori ci hanno portato. Cosa hai visto?

 L'uomo continua a deturpare l'ambiente in cui vive. Ho visto capannoni bellissimi, che però son venuti giù. Quelli vecchi sono rimasti in piedi senza crepe, anche se sono brutti erano fatti per bene. Poi comunque il terremoto è una cosa terribile. Ho fatto già dieci viaggi, nell'ultimo a Cavezzo ho portato salami e prosciutti. Ora sto raccogliendo materiale scolastico: quaderni, matite, colori ... Il mio numero di telefono per chi volesse aiutarmi è 3358077760, oppure chiamate in radio 051346458.

Vilmo è stato nominato socio onorario dell'UNHCR (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati), collabora con Tuzlanska amica, una ong che oepra per l'assistenza materiale e psicologica a Tuzla (Bosnia), con Libera, Auser Emilia Romagna.


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Trasmissione co-condotta Luigi (blu petrolio) e Roberta (killnoir). Si va dal dark, alla new wave, passando per musichine weirde e mai ascoltate in radio, un caledoscopio bizzarro dove l'unico filo conduttore è la lucida follia dei due al microfono.

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