Ultimi fuochi di berluscones orfani del premier che non vogliono arrendersi all'inevitabile
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Ritorno a Peyton Place, provincia di Grosseto
Il Cubo di Rubik secondo l'Etrusco
Nel ridente paesello dove ho preso stabile dimora vivono alcuni personaggi noti per le loro opinioni non precisamente progressiste e che, pertanto, in questo secondo ed ultimo ventennio hanno abbracciato la religione del Capo. Costoro, soprattutto in particolari occasioni, si radunano spontaneamente in strada e, in piccoli gruppi collocati in posizione ben visibile al resto della popolazione, commentano i fatti politici del giorno.
Oggi, davanti al bar, ne stazionavano tre.
Il Barbiere in pensione, noto soprattutto perché quando esercitava, stante la sua condizione di etilista cronico, era indispensabile andare a farsi radere non più tardi delle nove del mattina, per non correre il rischio di essere sgozzati.
Il Maresciallo della finanza, anch’egli in pensione. La sua caratteristica è quella di trascorrere la vita, dalla mattina alla sera e a volte anche di notte, a rompere i coglioni a tutto il paese cercando di rilevare qualsiasi grande o piccola infrazione alle leggi o ai regolamenti che possa dare origine ad un esposto ad una qualsiasi autorità preposta. Ciò naturalmente non per amore della legalità ma per perpetuare, anche dopo il pensionamento, il comportamento vessatorio e soprattutto ricattatorio che aveva informato la sua esistenza e al quale non può rinunciare, pena lo sprofondare in una crisi di identità irreversibile che lo condurrebbe in breve al suicidio. Ovvio che i compaesani di sesso maschile, vedendolo apparire anche in lontananza, ricorrano ormai meccanicamente al classico gesto apotropaico, mettendo ogni volta a rischio, nella foga, la loro virilità. Famosa, in particolare, è l’abilità del barista nel preparargli e servirgli il caffè con una mano sola.
Il Prete leghista importato dalla Brianza. Noto per suonare a martello le campane nelle ore dedicate al riposo dalla popolazione, inventandosi astruse ed improbabili motivazioni liturgiche. E soprattutto per innalzare sul torrione più alto delle antiche mura, inglobato nella Canonica, la bandiera leghista o, a turno, quella del Comune di Milano, ogni volta che la Lega ottiene un risultato elettorale di qualche rilevanza, foss’anche a Cagate di Sotto.
Questi sono solo alcuni stralci del loro odierno dialogo, orecchiato nascondendomi, per non turbarne la spontaneità, dietro Lo Stadio trovato su un tavolino del bar e dopo essermi seduto sopra la Repubblica e Il Fatto Quotidiano.
Barbiere: “E così anche stavolta li ha fregati tutti”
Maresciallo: “Figurati se si faceva incastrare da un vecchio bolscevico”
Prete : “adesso o appoggiano la manovra e così può dire di avere la maggioranza o la bocciano e può dire che la sinistra non ha a cuore i destini del Paese ma cura solo gli interessi di bottega”
M.: “Che genio! E poi vedrai che anche stavolta, siccome quel coglione gli ha dato un po’ di tempo per organizzarsi come fece l’anno scorso quando impose a tutti di approvare prima la finanziaria, riuscirà a convincere qualche altro “responsabile”-
P.: “Già lo sento: “Io non ho mai detto che mi sarei dimesso in tutti i casi”. Oppure: “la situazione è cambiata negli ultimi 15 giorni e bisogna prenderne atto nell’interesse del Paese”-
Risata generale
B.: “hai sentito: a mezzanotte, dopo la giornata che ha avuto, sono arrivate a Palazzo Grazioli un paio di signorine…”
M.: “Ma secondo voi cosa gli fa? Ah, scusi, mi perdoni, reverendo”
P.: “di nulla, figurati: anche i peccati, è ormai dottrina, vanno contestualizzati; e certo, pover’uomo, dopo una giornata così. Con la Bindi e la Turco che dopo la votazione gli facevano le boccacce in Parlamento, aveva bisogno di un antidoto per riprendersi.”
-Ah, ah ,ah…-
B..: “e avete visto le facce dei compagni? Credevano che si dimettesse; avevano già pronte le trombette e le bandiere come se l’Italia avesse vinto i mondiali”
M.: “poveri illusi, mi fanno quasi pena. Non è la prima volta, da un anno a questa parte, che si prendono questi rimpalli. Anche stamattina hanno la classica faccia da coitus interruptus. Ah, mi scusi, mi perdoni, reverendo”
P.: “ma figurati: è ormai dottrina… Beh insomma, che dite: suono le campane?”







