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Il Simposio della Paiata: Tornerà o non Tornerà ?

Il Cubo di Rubik secondo l'Etrusco


di Alfredo Pasquali
burino

Il nostro misterioso Etrusco oltre le linee del nemico ascolta i brontolii di pancia dei berluscones doc

Il piccolo borgo dove mi nascondo è situato ai limiti delle necropoli tufacee dove riposano da duemila anni i miei antenati, ma anche a pochissimi chilometri da una notissima piscina termale fumante di caldi umori sulfurei. Tuffarsi nelle sue acque è un piacere cui ricorro quotidianamente; piacere spesso però turbato dalle discussioni che vi si accendono e che tocca giocoforza ascoltare stante il potere dell’acqua di condurre le onde sonore assai meglio che la stessa aria. Il problema si è drammaticamente aggravato in questi giorni postberlusconiani che stanno gettando nella più cupa disperazione la maggior parte dei frequentatori abituali delle terme, in genere pescivendoli dei mercatini rionali romani e simili, enormemente arricchitisi a forza di fregare le oneste massaie ed il patrio erario. L’altra sera ho colto questo spezzone di dialogo tra due matrone a mollo in quella che una di loro un giorno definì “acqua solfeggiata”.

“Aho! E mo’ che s’è dimesso voi vedè che con ‘sto Monti ce tocca de pagà la patrimoniale”

“La patrimoniale? Magara fusse solo quella; mo’ ce verranno a sfruguglià puro su la dichiarazzione de li redditi, li mortacci sua! Come se se potesse campà paganno tutte le tasse che ce stanno”

“Lui l’aveva detto: -Evadere le tasse è un diritto, quando sono troppe- Ma qui me sa che se ritorna a Visco e a Prodi. Ar peggio governo de l’urtimi cinquant’anni che per fortuna er Berlusca ha fatto durà poco”

“Ma se n’accorgeranno tutti, anche quelli che l’hanno voluto buttà ggiù. Se figuri che io conosco un comunista de quelli de….come se chiama? Delibberto? Ecco, beh, ci ha ‘na trentina d’appartamenti, ci ha, sto comunista! Lo vojo vedè a pagà la patrimoniale, li mortacci sua!

“Eh, certo, sora mia! Noi gli avemo sarvato er culo puro a loro”

Il tono del capannello acquatico, a questo punto, si abbassò decisamente e una di loro si voltò verso di me e signora e con una voce fioca che, non calcolando la conducibilità sonora dell’acqua, pensava fosse sufficiente a non farci comprendere quello che diceva, aggiunse:

“ Ma li vede quelli? So’ qua tutti i giorni a sguazzà ne l’aqua e poi quanno se mettono su la sdraia a legge’, ecco che te tirano forà la Repubbrica e, manco niente, er Fatto quotidiano, li mort…”

Dimenticando per un attimo l’aplomb che aveva informato fino a quel momento l’alato dialogo, l’altra esclamò:

“Hai capito che cazzo de comunisti, aho! Me cojoni! Se nun era pe’ noi a st’ora moriveno de fame!”

“Certo che se li crucchi nun staveno tanto a rompe’ li cojoni, lui mica era costretto a da’ le dimissioni”

“Eh lo so! Ma se poteva risparmià de chiamà la Merke culona che nun se po’ trombà, li mortacc… Quella se l’è legata a un dito e j’ha fatto ‘n culo come ‘n ordenotte”

“Mah, speramo che durino poco,va, ‘sti professori, e che lui se ripresenta a le prossime elezzioni”

“Noooo, ma che dice signò! Quello oramai è bollito. Ma gliel’ha vista la faccia, pover’omo? Lui sempre così allegro e simpatico: a guardallo pe’ televisione m’ha ricordato ‘n’amico mio, che du ore prima ce raccontava le barzellette e du ore dopo s’è sparato ‘n colpo. Speramo invece che se candidi quer ragazzo lì, quello simpatico e pure tanto bravo a parlà e a mannà a fanculo i comunisti. Come se chiama? Arfano?”

“Si, quello! Ma me faccia er piacere, me pare morto de sonno! Sa chi ce vorrebbe signò? ‘A Marina, ce vorrebbe! Quella sì che ci ha le palle mejo de su padre!”

“E, speramo, va!...Aho, ‘n do’ annàmo a magnà stassera?



L’ETRUSCO

 

il misterioso Etrusco.jpg

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