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Il Commento: l'Anno che Verrà

l'editoriale giornaliero della Rana dalla Bocca Larga


di Alfredo Pasquali
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Due Validi Motivi per fare una Radio ed un Sito IIndipendenti

Dal 3 ottobre riprende a pieno regime  il nuovo anno di Citta'Fujiko, con un nuovo palinsesto raddiofonico,  un sito aggiornato, diversi progetti in città con concerti e altre manifestazioni. Uno sforzo notevole che ci accompagnerà per tutto l'anno che verrà. Ma subito una domanda sorrge spontanea alle labbra: Chiccelofaffare?

Chi ce lo fa fare di riprendere giorno per giorno la lotta per mantenere vivo un media indipendente, quando tutto cospira per rendere impossibile la libera espressione di pensiero?

Chi ce lo fa fare di nuotare sempre contro corrente, con un dispendio di energie fortissimo?

Chi ce lo fa fare di denunciare piccole e grandi ingiustizie, in un mondo che ha perso sia il senso della decenza che quello della vergogna?

Chi ce lo fa fare di continuare a sognare, a dispetto dei sorrisini sprezzanti di tanti compagni di banco, compagni di niente?

Chi ce lo fa fare di metterci sempre alla prova, quando sarebbe ben più facile arrendersi ad una canzone più semplice, un “Let it be” per cui lontano dagli occhi lontano dal cuore?

Chi ce lo fa fare di sentirci vagamente come giapponesi della foresta, inutili soldati che ancora non hanno capito, come dice il premio Nobel per l'economia Samuelson, che la guerra contro la povertà è finita e i poveri hanno perso?

Chiccelofaffare?

Eppure siamo sempre qua, su questa piccola barricata dell'informazione per due ottimi motivi.

La prima ragione ci parla di una crisi economica che ha sferrato un attacco alle classi popolari senza precedenti nel dopoguerra. E' necessaria la battaglia di tutti, compresa la nostra, per respingere questa offensiva indecente. Non c'è scampo. Diceva Marlon Brando, Colonnello Kurtz di “Apocalipse Now!”, che il soldato americano sconfitto se ne poteva tornare a casa e riprendere la sua vita. Il Vietcong no: o tornava a casa vincitore, o tornava in una bara. Noi non siamo come il marine battuto che rientra nella sua casetta in Ohio e riprende i barbecue del weekend. Siamo piuttosto quelli che o trovano un uscita a sinistra dalla crisi, o in breve tempo saremo molto più poveri per vivere una vita molto peggiore. Non si scappa nel privato, nelle belle arti o in una bella canzone. Si scappa e basta.

Dobbiamo per prima cosa fuggire dalla paura, quella morsa micidiale che cominciò a stringerci con l'attentato alle Torri gemelle e che oggi rientra con il panico delle Borse. Il terrore ci paralizza, giustifica colpi di mano, glorifica la mediocrità e ci fa ingoiare il fango sperando che non sia merda.

Contro la paura teniamoci per mano e riprendiamo a camminare davanti alle scuole impoverite o alle fabbriche a rischio chiusura. Non siamo soli, perché il vento della rivolta spira in tutta Europa con la rabbia degli indignados: il 15 ottobre a Roma per cominciare a gridare che la nostra vita non è in vendita su nessuna piazza borsistica del mondo e per dichiarare off limits questo sistema che ha capovolto ogni cosa, anche le parole.

Da questo sito on line allora continueremo in modo testardo a denunciare come le “riforme” su pensioni e lavoro in realtà vadano chiamate “bidoni”, che la “valorizzazione” del patrimonio immobiliare pubblico altro non sia che la svendita della ricchezza collettiva e che gli “aiuti” dei banchieri europei siano solo prestiti a prezzi d'usura. Da qui continueremo a chiamare “padroni” la Confindustria e “armi di distruzione di massa” le bombe umanitarie. Da qui continueremo a ricordare come, rinunciando alle spese militari, si possa anche fare a meno del taglio della scuola.

Poi domanderemo a lor signori: la civiltà di un paese si misura per quante bombe possiedi o per quanta cultura produci?

La spunteremo? Difficile a dirsi, impossibile da promettere. Quello che possiamo assicurare è che metteremo in campo tutte le nostre piccole capacità, anche perché, comunque vada, tenere alta la testa e sputare il rospo fa bene allo spirito e già questo fa respirare meglio: vivere da persone libere è comunque già un secondo ottimo motivo per non mollare.

Ecco perché lo facciamo.

 

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