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I Capponi di Renzo

L'Opinione dell'Etrusco Misterioso


di Alfredo Pasquali
etrusco
cubo

Il Cubo di Rubik secondo l'Etrusco guarda sconsolato e si sfoga ...

Quando tempo fa un certo ministro Brunetta affermò che i figli dei pubblici dipendenti si vergognano di dichiararlo,al contrario dei figli di lavoratori del privato, non vi fu chi non chiosasse che soprattutto un figlio di un politico, se dotato di sufficiente discernimento, aveva di che vergognarsi di una tale paternità.

Mai nella storia d’Italia, infatti, la categoria dei politici era caduta così in basso nella considerazione popolare come ai giorni nostri. Mai come oggi appare beffarda la qualifica di onorevole; mai come oggi si assiste al rifiuto di coinvolgersi direttamente nell’attività politica, sia a livello nazionale che locale, da parte di persone dotate di intelligenza, capacità, cultura e soprattutto senso etico. Del resto, tra case pagate da altri ad insaputa del ministro proprietario, gloriose e vittoriose battaglie coronate da commoventi abbracci  per sottrarre colleghi camorristi alle patrie galere e affreschi della società italiana pieni di gente benestante che affolla aerei e ristoranti, quale poteva essere il destino di una classe politica nei giudizi dei più? E non si dica che non si può fare di tutta l’erba un fascio e così facendo accomunare l’opposizione agli autori dei citati misfatti governativi, argomentando che almeno sotto l’aspetto etico la sinistra vince nettamente ai punti. Troppi sono gli episodi che hanno mostrato come anche la “sinistra” abbia partorito una classe dirigente frutto dell’inarrestabile “catena degli imbecilli” ovverossia del sistema di selezione basato sulla cooptazione dei più fedeli al soggetto cooptante purché siano anche sufficientemente stupidi da non destare preoccupazioni per il futuro. E’ infatti noto che, come dimostrato nel famoso diagramma di Carlo Cipolla, produce più danni alla società uno stupido onesto che un intelligente disonesto, poiché il delinquente intelligente produce almeno un vantaggio per sé equivalente al danno che produce agli altri, mentre lo stupido danneggia gli altri e se stesso. E destra e sinistra, al di là degli aspetti etici, sono oggi accomunate dalla caratteristica dell’inadeguatezza professionale ed intellettuale della maggioranza dei loro esponenti

In questo bel contesto, Felsina (oggi Bologna) la città di origine dello scrivente Etrusco, è stata purtroppo lo specchio più evidente dell’insipienza anche della parte “sinistra” dello schieramento. Lo è stata dalle giunte presiedute da Vitali in poi; e basta citare i nomi di coloro che, anche per causa sua, gli sono succeduti (il “civico” Guazzaloca, come i “sinistri” Cofferati e Delbono) perché un brivido corra lungo la schiena dei bolognesi. Né oggi Felsina sembra navigare in molto migliori acque.

Proprio le ultime desolanti vicende bolognesi e le lotte intestine che si stanno accendendo nella Lega,  caratterizzate da feroci beccate fra ex fratelli, mi hanno fatto pensare al celeberrimo episodio dei capponi di Renzo nei Promessi Sposi:

Lascio pensare al lettore, come dovessero stare in viaggio quelle povere bestie, così legate e tenute per le zampe a capo all'in giù, nella mano di un uomo il quale, agitato da tante passioni, accompagnava col gesto i pensieri che gli passavan a tumulto per la mente. (…) e dava loro di fiere scosse, e faceva sbalzare quelle teste spenzolate; le quali intanto s'ingegnavano a beccarsi l'una con l'altra, come accade troppo sovente tra compagni di sventura.

La parte dell’incazzatissimo  Renzo la fanno oggi i cittadini italiani che alternano il ridere al piangere di fronte alle dimostrazioni di ignoranza e incapacità di chi li dovrebbe governare disprezzando e bistrattando i capponi interpretati da una classe politica che, proprio come quei poveri pennuti, comincia ad azzuffarsi al proprio interno cercando di scaricare sui compagni di banco, parlamentare o di Consiglio, e ogni responsabilità di tale penosa condizione.

E così, provocate in parte dalla novità del Governo “tecnico” (su cui il giudizio dell’opinione pubblica appare per ora perlomeno sospeso), si aprono le prime vistose crepe nella Lega con il rifiuto da parte di Maroni di salvare dal carcere Cosentino, mentre fino a poco fa non si faceva scrupolo di contribuire, mettendo sul piatto oltre al suo nome anche il suo ruolo di Ministro dell’Interno, alla trasformazione per decisione parlamentare di una prostituta minorenne in  una sventurata nipote di un capo di Stato estero. E cito solo, tra i tanti esempi che si potrebbero portare, l’episodio che sicuramente rimarrà nella storia del nostro Paese e che forse un giorno verrà riportato nei libri di scuola come esempio paradigmatico dei misfatti cui può giungere una democrazia parlamentare dotata di imperfetti meccanismi di bilanciamento tra i poteri.

Ma tornando a Bologna, pare proprio di stare assistendo, anche qui, all’inizio di una sanguinosa guerra tra “capponi”.

Abbiamo infatti visto un Sindaco accusare di “indecenza” il proprio Consiglio Comunale perché non lo aveva pedissequamente seguito nella proposta di concedere la cittadinanza onoraria alla Cancellieri. Ma questo Sindaco, al di là del merito della proposta, si era scordato di condividerla, prima di avanzarla, almeno con la  stessa maggioranza che lo sostiene. Non c’è bisogno di aver fatto la scuola di partito per sapere come si fa in questi casi, ma sicuramente viene da rimpiangere questa antica istituzione i cui scimmiottamenti sono oggi affidati, dalle nostre parti, e immaginatevi con quali risultati, ad altri cooptati di quella citata “catena”.

Nel merito poi, l’omaggio che si voleva fare alla Signora Ministra, che bene ha fatto a respingere con sdegno una così tentennante corte, sembra figlio, ancora una volta, dell’italico sport del correre sul carro del vincitore per manifestargli come si è bravi e degni della sua attenzione. Non sono affatto sicuro che se l’ex Commissaria non fosse ascesa nel frattempo al soglio ministeriale sarebbe venuto in mente a Merola di avanzare una simile proposta, anche e soprattutto perché tante e molto diverse tra loro sono le valutazioni del suo operato sotto le Due Torri. Il vostro Etrusco, per dirne una, non ha ancora digerito l’affrettata e non necessaria nomina del Sovrintendente del teatro Comunale a pochi mesi dall’elezione del nuovo Sindaco, titolare della nomina stessa. Favorendo un ritorno al passato e a vecchie e disastrose logiche gestionali impersonate da figure gradite ai Consociati Bolognesi Uniti.  E anche questo, sull’ operato dell’ex Commissaria, è solo un esempio.

Ma non è finita: nell’ambito della lotta tra capponi, il capolavoro di intelligenza e sensibilità istituzionale è venuto sicuramente dalla signora Lembi che del Consiglio Comunale è Presidentessa  (la chiamo così certo di farle cosa gradita visto che in altre epoche pretendeva che la chiamassero AssessorA). Anche lei si è inopinatamente accodata al Sindaco scagliandosi, addirittura per iscritto, contro un Consiglio “indecente”. Peccato che, in difetto di un’autonoma capacità di comprensione,  non le abbiano insegnato (già…le scuole di partito) che fa parte del ruolo di un Presidente di un’ assemblea elettiva (e non solo elettiva) difendere l’organo che rappresenta sempre e comunque  fino a che, ovviamente,  non ritenga opportuno dare le dimissioni.  Sono errori da scuola elementare, purtroppo, come può esserlo quello di utilizzare in buona fede risorse pubbliche ( finanziarie o umane) per fini personali, non sapendo distinguere caso da caso.

Senso delle istituzioni, professionalità “politica”, capacità di ascolto, spirito di servizio alla collettività: vuote parole di cui si è perso perfino il significato. Bisognerebbe partire dall’insegnamento e dalla valorizzazione di questi concetti già nelle scuole elementari per poter sperare di creare cittadini di domani che non disprezzino la politica facendo correre al Paese ricorrenti rischi di involuzioni autoritarie sostenute da un diffuso qualunquismo. Ma è  ben arduo sperare che sia ancora possibile, oggi e in Italia,  convincere i cittadini che non si deve perdere fiducia nella politica perché al momento occupata anche da tali tristi personaggi.  Perché sarebbe come se un credente perdesse la fede dopo aver scoperto che molti preti sono pedofili e simoniaci.

L’Etrusco

 


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