Radio Città Fujiko»Blog

0 Commenti

Grandi sciocchezze, piccolo Paese


di Matteo Bortolini
L'ameno castelletto in cui ha sede il mio ufficio
L'ameno castelletto in cui ha sede il mio ufficio

C'è una sciocchezza gigantesca e molto fastidiosa che sento ripetere ogni volta che una grande scoperta viene realizzata da un qualche team di scienziati in giro per il mondo. Quasi sempre, quel team di scienziati comprende uno o più italiani.  

Quasi sempre, quando vengono intervistati, questi scienziati italiani raccontano di come hanno lasciato l'Italia, di come sono andati in giro per il mondo a cercare un posto di lavoro perché qui non l'avevano, di come alla fine si siano integrati in questo team di ricerca e blablabla. Ed ecco, immancabile, arriva LA frase: "Quando sono arrivato a **Boston, Oxford, Chicago, Singapore, Los Angels**, ero nettamente il più bravo di tutti. Qui i ricercatori sono molto precisi, ma noi siamo più preparati". Questa frasetta autoconsolatoria è anche quella che ci dà speranza: il nostro sistema è buono, i nostri ricercatori vanno in giro per il mondo, magari prima o poi li facciamo tornare. E' la stessa geniale idea che stava dietro la legge cd "del ritorno dei cervelli": offriamo a qualche scienziato italiano in giro per il mondo una cattedra in Italia, miglioreremo il nostro sistema e la sua vita. Dopotutto, non siamo così male.

Tutto questo è, duole dirlo, una gigantesca sciocchezza. E' un discorso naif, che considera gli scienziati come individui singoli: uno scienziato bravo in Inghilterra sarà bravo anche in Italia e, ancora peggio, un italiano bravo in Inghilterra dimostra che noi in Italia produciamo buoni scienziati. Questo discorso, purtroppo, dimentica l'ambiente sociale, economico e tecnologico nel quale avviene la ricerca. Dimentica che in Italia abbiamo bellissimi giardini e castelletti (come nel mio dipartimento di Padova), ma non abbiamo gli abbonamenti alle riviste elettroniche, e quindi non possiamo studiare. Dimentica che in Italia i colleghi, in media, non sono preparati, ti trattano a pesci in faccia, e ti mancano di rispetto ogni volta che apri bocca. Dimentica che in Italia la didattica non viene valutata e che i docenti universitari possono trattare i loro studenti e, ancora più grave, i loro dottorandi come pezze da piedi o, al meglio, come servi. Dimentica che uno scienziato è una persona come le altre e che ha bisogno di un ambiente sociale decente e rispettoso per crescere, produrre, insegnare. E questo ambiente, in Italia, a parte qualche rara eccezione, proprio non c'è (e ve lo dice un ricercatore del migliore ateneo italiano, ah ah ah).  

I tuoi commenti sono i benvenuti sul sito di Radio Città Fujiko. Più voci sono coinvolte in questa conversazione, meglio è per tutti, ma manteniamoci su un livello di civiltà. Per favore evitiamo bestemmie, turpiloquio, spam, messaggi personali e attacchi individuali sulla base delle opinioni espresse fagli altri.  Read more

Showing 0 comments


Tags: università

Ora in onda

Ogni mercoledì due ore serali con musica da tutto il mondo insieme a Salvatore Titolo

Leggi tutti gli articoli su Controvento

Ascolta Online


realizzato da Channelweb srl  /  progetto grafico Eddy Anselmi  /  P. IVA 00954970372