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Grandi opere, nasce un nuovo gruppo: annunciato l’avvio di Progetto Italia

 

Si è concluso pochi giorni fa l’accordo promosso da Salini Impregilo S.p.A. per fondare un nuovo gruppo che trasformerà il settore delle costruzioni italiane.



di Claudio Succi
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Il principale obiettivo di Progetto Italia  è, infatti, quello di fondare un nuovo polo capace di guidare la rinascita strategia del settore delle grandi costruzioni del nostro paese andando a sviluppare la competitività delle aziende nostrane sul mercato internazionale.


L’operazione mira a dare vita a un grande gruppo di costruzioni italiano che possa supportare la ripresa del comparto nel paese, aumentando la competitività delle aziende nostrane per poter competere a livello internazionale con gli altri grandi player. Il mercato globale offre infatti diverse ottime opportunità che potrebbero essere sfruttare grazie a questo progetto, nato con il supporto di istituzioni e banche. 

Grazie a Progetto Italia sarà possibile aggregare in un nuovo polo alcune tra le principali imprese italiani del comparto, così da unire e condividere il loro patrimonio di conoscenze e specializzazioni verticali che potrebbe rappresentare il vero punto di forza sui mercati internazionali. Andando a operare in ottica globale, infatti, si potrà concorrere per tutti quei progetti infrastrutturale dall’alto valore (sopra i 250 miliardi di euro) che raggiungono un totale di 630 miliardi di € di progetti attesi per i prossimi anni. 

Sono due gli accordi sottoscritti da Salini Impregilo S.p.A. per dare il via a Progetto Italia: il primo con l’azionista di controllo Salini Costruttori S.p.A. e CDP Equity S.p.A., società controllata da Cassa Depositi e Prestiti S.p.A.; il secondo con tre delle principali istituzioni finanziarie italiane. 


Un aumento della specializzazione in Italia e una crescita dell'occupazione di italiani in Italia e all’estero, questo è quanto ci si aspetta dal progetto che fa parte del più ampio “Piano Industriale”. Ulteriore vantaggio sarà poi quello di sbloccare gli oltre 36 miliardi di euro di opere, dislocate in tutta Italia, oggi ancora ferme, garantendo così la realizzazione delle infrastrutture attuali e future dell’Italia, operazione che contribuirà anche alla crescita del PIL.


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