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Blockupy: proteste, fermi e arresti.

I bilanci di un finesettimana a Francoforte.


di redazione
Categorie: Movimento
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Manifestazioni anticapitaliste contro il predominio delle banche. Blockupy è questo: marce, cortei e 7 mila attivisti. Scontri con la polizia, che hanno annunciato l'arresto di più di 200 attivisti. Sabato i manifestanti hanno bloccato l'assemblea della BCE. Durante i tafferugli le forze dell'ordine hanno utilizzato lacrimogeni e spray al peperoncino, come in Piazza Taksim. Fermati attivisti di Tpo e Làbas.

Da tre giorni più di 7 mila attivisti stanno manifestando a Francoforte contro l'austerity e le politiche della Banca Centrale Europea. Non sono mancati scontri con la polizia e arresti. In contemporanea in 80 città in Europa gli attivisti rimasti a casa hanno dato vita a presidi in solidarietà. Madrid, Lisbona, Atene, Roma, dublino, Parigi, Bruxelles, l'Aja.

Lo slogan delle mobilitazioni è "L'umanità prima del profitto" e non mancano i riferimenti ai Paesi maggiormente colpiti dalla crisi. Solidarietà a Madrid e Atene, le due capitali più vessate dalle politiche di austerità.

Obiettivo delle mobilitazioni è costruire dal basso alternative alle politiche neoliberali ed evidenziare il grande fallimento che hanno comportato le politiche economiche e finanziarie di tagli, sgomberi per insolvenza delle ipoteche, riforma del lavoro e privatizzazioni imposte dalla Troika, così come l'allarmante corruzione istituzionale.

Per queste ragioni attivisti da tutto il mondo sono arrivati a Francoforte, portando avanti la protesta. Ma oltre ai primi scontri con la polizia, che ha utilizzato lacrimogeni e spray al peperoncino (proprio come in Piazza Taksim), ci sono stati i primi arresti. La polizia non si sbilancia: arrivano da fonti delle forze dell'ordine notizie che parlano di un minimo di 200 e un massimo di 400 fermi.

Durante una delle manifestazioni anche alcuni attivisti bolognesi sono stati fermati: si tratta di alcuni militanti di Tpo e Làbas, realtà bolognesi presenti in piazza a Francoforte in questi giorni. "Esprimiamo fin da subito il nostro fermo rifiuto per  le operazioni attualmente in corso che mirano ad impedire lo svolgimento di una manifestazione legittima e democratica contro delle istituzioni e delle scelte che stanno decidendo in maniera totalmente arbitraria e autoritaria le politiche d'uscita dalla crisi" affermano Tpo e Làbas in un comunicato congiunto. Gli attivisti sono stati identificati ed è stato consegnato loro un foglio di via. Sono così tornati a Bologna.


Ascolta l'intervista a Christofer di Làbas

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