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Blitz antidroga nelle scuole? "Inefficaci e gravi"

Le polemiche dopo l'operazione al Liceo Laura Bassi.


di Alessandro Canella
Categorie: Istruzione
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Dopo l'irruzione dei carabinieri coi cani antidroga al Liceo Laura Bassi, scoppia la polemica. Gli studenti e alcuni genitori criticano l'intervento. Il procuratore Giovannini replica: "Sconcertante, qualcuno pensa che le scuole godano di extraterritorialità". La replica di Martelloni (Coalizione Civica): "È dimostrato che la repressione è inefficace. Così si viola il patto che si sta costruendo con informazione e prevenzione". Un 17enne arrestato a scuola oggi.

"In questa città trova ancora spazio l’arcaico convincimento ideologico che l’università e più in generale gli istituti scolastici godano di una sorta di extraterritorialità. Ovviamente non è così e queste ruggini mentali rischiano solo di creare diffidenza e astio verso le istituzioni". Sono parole di chi ha ed esercita il potere quelle del procuratore aggiunto di Bologna Valter Giovannini a commento delle polemiche nate in seguito al blitz dei carabinieri, con tanto di cani antidroga, nel Liceo Laura Bassi.

Il pm si è detto sconcertato delle critiche di alcuni genitori alle modalità del blitz e retoricamente si chiede "se non si devono anche tutelare i diritti della stragrande maggioranza dei genitori che giustamente non vuole che nelle scuole circolino sostanze stupefacenti".

"Stupefacenti a me sembrano le dichiarazioni di Giovannini - osserva Federico Martelloni, candidato sindaco di Coalizione Civica - Da quelle parole sembra che ci siano genitori contenti se nelle scuole circolano sostanze stupefacenti, ma non è così".
Martelloni punta soprattutto sull'efficacia delle misure repressive, che è molto scarsa. A testimoniarlo sono anche dossier e relazioni della Direzione Nazionale Antimafia e i documenti dell'intergruppo parlamentare che sta discutendo della depenalizzazione delle droghe leggere.

Ma soprattutto, per Martelloni, interventi a gamba tesa come i blitz nelle scuole con cani antidroga rompono il patto che faticosamente si sta costruendo tra gli operatori, i docenti e gli studenti, attraverso progetti di informazione e prevenzione sull'uso e l'abuso di sostanze stupefacenti e dell'alcool, quest'ultimo vera piaga degli adolescenti di oggi. Le scuole, dunque, sono e devono restare luoghi di confronto e di formazione.
"Non si tratta di extraterritorialità, ma di efficacia", insiste l'esponente di Coalizione Civica.

Un 17enne, intanto, è stato arrestato dai carabinieri a Bologna, proprio nell'ambito dei controlli anti-droga nelle scuole superiori. Il controllo dei militari è stato all'istituto Manzoni. Un cane addestrato ha fiutato qualcosa vicino ad un motorino, parcheggiato all'esterno: i carabinieri hanno chiamato il proprietario, uno studente, e hanno trovato 6-7 grammi di hascisc nel mezzo. È stata quindi disposta una perquisizione a casa, dove è stato trovato poco più di un etto, tra marijuana e hascish. Procede la Procura dei Minori.

Lo strumento della repressione, in questi giorni, si sta palesando anche ad un livello più alto della formazione: l'Università.
Le tensioni che si stanno generando per la presenza di vigilantes nella zona universitaria sono sfociate anche in episodi duri di contestazione, col lancio di uova ai danni dei pattuglianti da parte di alcuni esponenti del Cua.
"Abbiamo avuto per anni le camionette della polizia in piazza Verdi, ma non mi pare la situazione sia migliorata - osserva Martelloni - Sarebbe un peccato sacrificare il rapporto tra l'Ateneo e la città ad un dibattito sulla sicurezza nella zona universitaria".

Per il candidato sindaco, il piano generale del Rettore Francesco Ubertini, fatto di apertura delle aule nelle ore serali, rivitalizzazione e rigenerazione della zona universitaria è convincente ed è quella la strada su cui proseguire.


Ascolta l'intervista a Federico Martelloni
Tags: Scuola, Droga

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