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Bimbi migranti e scuola, "né invisibili né separati"

L'incontro promosso dall'Assemblea delle Scuole per sabato 22 febbraio.


di Alessandro Canella
Categorie: Istruzione, Migranti
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Sabato prossimo, 22 febbraio, l'Assemblea delle Scuole di Bologna organizza un incontro per discutere di inclusione scolastica degli alunni stranieri, dopo i casi delle scuole Besta e del ragazzo bengalese respinto da scuola. Cocchi: "C'è anche un problema di sguardo pedagogico".

"Né invisibili né separati". Dice già molte cose il titolo dell'incontro promosso dall'Assemblea delle Scuole di Bologna per sabato prossimo, 22 febbraio.
Alle 15.00 il mondo della scuola bolognese si dà appuntamento presso il Dipartimento di Scienze dell'Educazione dell'Università di Bologna, in via Filippo Re 6, per discutere di inclusione scolastica dei ragazzi immigrati.

"L'incontro nasce dalla necessità di riflettere dopo i due casi verificatisi a Bologna, quello della classe ponte alle scuole medie Besta e quello del ragazzo bengalese respinto da scuola per otto mesi - spiega ai nostri microfoni Giovanni Cocchi dell'Assemblea delle Scuole - L'obiettivo è prevenire che in futuro si possano ripetere casi del genere e riflettere più in generale sull'approccio pedagogico attuale, che sembra tornato indietro".
In altre parole: no ai ghetti e no alla rimozione del problema, ma un sistema che sappia includere tutti e trarre arricchimento dalle differenze culturali.

Uno dei nodi cruciali è quello delle risorse economiche. Senza adeguati finanziamenti le scuole fanno fatica a mettere in campo strumenti come corsi di alfabetizzazione o percorsi di integrazione. "Il Ministero divide gli iscritti per 25 e così forma le classi per risparmiare - lamenta Cocchi - Mentre occorrerebbe tenere dei posti liberi per far fronte ai ricongiungimenti famigliari e per garantire la qualità della didattica".

All'incontro di sabato parteciperanno anche l'assessore comunale alla Scuola, Marilena Pillati, e la dirigente dell'Ufficio Scolastico Provinciale, Maria Luisa Martinez. Quest'ultima, dopo il caso del bimbo bengalese, aveva convocato un tavolo tecnico per risolvere il problema dei posti legato ai ricongiungimenti famigliari. "Ci è stato detto che entro fine mese si avrebbe avuta una soluzione - racconta Cocchi - Sarebbe bello se già sabato sapessimo come si pensa di affrontare la situazione".

I ricongiungimenti famigliari, però, hanno iter burocratici che permettono una programmazione degli arrivi, quindi quello che manca a Bologna è essenzialmente un coordinamento con la Prefettura. "A Milano, da almeno un anno - fa sapere l'esponente dell'Assemblea delle Scuole - esistono progetti di rete che servono proprio a prevenire gli incidenti che si sono verificati a Bologna. Speriamo che anche la nostra città metta in campo strumenti del genere".


Ascolta l'intervista a Giovanni Cocchi
Tags: Scuola, Migranti

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