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Bestiario xenofobo nell'Italia della crisi

Da destra al centrosinistra tutti cavalcano l'immigrazione come spauracchio per ottenere consenso.


di Alessandro Canella
Categorie: Migranti
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Video leghisti per "noleggiare clandestini", allarmi grillini su ebola e tbc che sarebbe portata dai migranti, bus separati per i rom ideati da democratici e vendoliani. Sono solo gli ultimi episodi di ordinaria xenofobia nell'Italia della crisi. Grappi: "Si tenta di dividere italiani e migranti, persone portatrici di interessi e bisogni comuni".

Da un lato c'è Beppe Grillo, che qualche mese fa ammise candidamente di essere contrario alla cancellazione del reato di clandestinità perché diversamente, a livello elettorale, il M5S avrebbe ottenuto "percentuali da prefisso telefonico ". Da allora il comico genovese ha sempre tenuto fede alla sua linea, prima flirtando con Forza Nuova e Casa Pound e poi tentando di ottenere visibilità con allarmi sulle malattie che i migranti porterebbero in Italia.
Cominciò con la turbercolosi , cui sarebbero esposti gli agenti delle forze dell'ordine che si occupano dell'accoglienza dei migranti che sbarcano in Italia. A smentire il leader del M5S furono le organizzazioni umanitarie, come Medici Senza Frontiere e Medici per i Diritti Umani che, tra le altre cose, fecero sapere che la percentuale di esposizione al virus della tbc nelle forze dell'ordine è del 4%, contro il 12% della popolazione italiana. Non soddisfatto, Grillo riprovò con lo spauracchio dell'ebola , ottenendo lo stesso risultato.

Dall'altro lato c'è la Lega Nord, ben più rodata in tema di razzismo e xenofobia. Una delle ultime uscite è stata affidata ad Umberto Bosco, candidato alle regionali dell'Emilia Romagna, che attraverso un video intitolato "Noleggia un clandestino", invitava le famiglie ad approfittare di un'ipotesi allo studio del governo, ovvero quella di dare 30 euro al giorno alle famiglie per ospitare un rifugiato. Nel video - che a suo parere era ironico - il leghista invitava a tenere a pane ed acqua il migrante e lucrare sulla sua pelle.
Per Bosco, in questo modo, il business dell'immigrazione sarebbe passata dagli scafisti alle famiglie. Peccato che, come ricorda il comunicato del Coordinamento Migranti di Bologna, a lucrare sui migranti siano intanti, da associazioni e cooperative che gestiscono i fondi dell'emergenza, fino allo Stato che rimpatria i migranti qualora perdano il lavoro (e di conseguenza il permesso di soggiorno) e non restituisca loro i contributi e le tasse versate.

Infine, e forse la notizia fa ancora più scalpore, ci sono Sel e Pd, che governano insieme nella giunta di Borgaro, nel torinese, che hanno pensato bene di risolvere alcune tensioni fra italiani e rom sul loro territorio istituendo una sorta di apartheid dei mezzi pubblici.
La soluzione, che viene presentata come una questione di ordine pubblico, prevede che ci siano due autobus distinti sulla stessa linea, uno sul quale salgono gli italiani e l'altro sul quale salgono i rom.
Se si approfondisce la vicenda, è ancor più sconvolgente scoprire che a Roma, da ben 15 anni, ci sono 33 linee organizzate dal Comune solo per bambini rom, con un affare dietro di oltre 3 milioni e 60mila euro e che fino all'anno scorso questi mezzi avevano la lettera "N" di nomadi, come fa sapere Carlo Stasolla, dell'associazione 21luglio, che da anni si occupa dei diritti di Rom e Sinti in Italia.

Tre esempi che dimostrano come il razzismo attraversi quasi tutte le forze politiche italiane. Ma quali sono le ragioni alla base di questa recrudescenza xenofoba, che spesso sfocia in un vero e proprio razzismo istituzionale?
Per Giorgio Grappi del Coordinamento Migranti di Bologna "nel momento in cui la morsa della crisi avanza e le uniche ricette che vengono presentate mirano ancora di più ad un attacco alle condizioni di vita esistenti delle persone, la recrudescenza xenofoba è la prima arma su cui possono contare gli imprenditori politici del razzismo e della xenofobia".
Per Grappi la crisi mette in evidenza che ci sono dei punti in comune tra migranti e non migranti nelle condizioni di vita e questo spettro fa sì invece che si tenti di dividere le persone per impedire che facciano fronte comune e acquisiscano forza.


Ascolta l'intervista a Giorgio Grappi

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